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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it ![]() ![]() Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà. ![]() |
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| Guida Internet ai siti dedicati all'Olocausto La Rete della memoria di ANDREA DI NICOLA | |
ROMA - Sopravvive sulla Rete la memoria dei campi di sterminio e degli orrori nazisti contro gli ebrei ed altre minoranze. Internet non ha atteso il "Giorno della memoria" per ricordare, per tramandare documenti e immagini risolvendo, almeno in parte, la tragica contraddizione enunciata dal premio Nobel per la pace Elie Wiesel su quegli anni: "Tacere è proibito, parlare è impossibile".E la Rete parla. A modo suo, ma parla. Con i siti dei campi di concentramento, con le immagini di quei terribili giorni che stanno lì a ricordare che l'Olocausto non fu un'invenzione dei vincitori della II Guerra mondiale, con i libri messi in Rete a disposizione di tutti coloro che vogliono sapere. Con le pagine dedicate ai film sulla Shoah, sullo sterminio degli ebrei ma anche degli zingari, degli omosessuali, dei "rossi". E così un viaggio nella Rete può facilmente diventare un viaggio nella memoria. SITI GENERALI Tre siti vanno segnalati per la quantità delle risorse e la schematizzazione che offrono per comprendere un fenomeno così complesso. "Remember" tiene perfettamente fede al nome e si configura come portale dell'Olocausto. Ben strutturato è anche il Nizkor Project, parola ebraica che significa "Noi ricorderemo". In queste pagine web la ricostruzione storica fedele serve a raggiungere l'obbiettivo dichiarato del progetto: "Controbattere tutte le falsificazioni dell'Olocausto che girano sulla Rete". Infatti il sito si segnala per una confutazione puntuale delle tesi negazioniste. E a questo proposito una buona risorsa è anche Theacher's guide to the Olocaust che, grazie alla sua struttura ad albero, è di estrema navigabilità. I CAMPI DI STERMINIO La navigazione alla ricerca della documentazione sui campi nazisti può senz'altro partire da "I campi dimenticati", un sito in francese e inglese in cui è possibile trovare tutto ciò che si vuole sapere sull'universo concentrazionario organizzato da Hitler. All'interno c'è anche una sorta di "Glossario dei campi" oltre a una lista di tutti i lager, dai più noti a quelli sconosciuti. Ottime informazioni sui luoghi dello sterminio si trovano a 20th Century History che, sui diversi lager, mette in Rete informazioni storiche, foto e altri elementi importanti per capire. Ma al di là dei siti generali si possono trovare le pagine web dedicate ai singoli campi. Da Auschwitz che ne ha più d'uno (da segnalare un sito completissimo, in francese, sulla Fabbrica della morte) a Dachau, a Mathausen. Ben fatto è anche il sito del Memorial Museums for the victims of nationals socialism in Germany in cui si trova una cartina interattiva con tutti i campi in Germania. LE FOTO E LE TESTIMONIANZE Più che le parole, sull'Olocausto parlano le foto. Le immagini sono terribilmente più eloquenti di ogni teoria storiografica, e su Internet si trovano gli scatti dei liberatori. "Non far spegnere la luce" c'è scritto su "Multimedia Remembrance". Un bel sito, anche da un punto di vista grafico, con le immagini "incorniciate" nel filo spinato. Meno multimediale, ma altrettanto efficace, è la parte fotografica del sito del network ebraico Shamas che accompagna alle immagini delle ottime didascalie. Belle foto, ma sui campi oggi, si trovano nel sito "Immagini per riflettere". Immagini crude si trovano anche in un sito dedicato alla Schindler's List. Decisamente inquietanti le foto dei giocattoli dei bimbi ritrovati nelle fabbriche della morte e conservate nell'archivio on line del museo dell'Olocausto di Gerusalemme Yad Vashem. Un sito in cui, per altro, si trovano materiali di ogni genere comprese le testimonianze dei sopravvissuti. Testimonianze agghiaccianti che si trovano anche a Survivors. Altre testimonianze anche su "Voci e visioni dall'Olocausto" e su Living Testimonies. L'ITALIA E L'OLOCAUSTO Il sito da cui partire è quello dell'Aned, Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti dove si possono trovare notizie sui lager, una cronologia e informazioni sull'Associazione oltre alla Poesia delle ragazze di Birkenau. Una buona iniziativa, per quanto riguarda l'Italia, è quella dell'Associazione Nazionale Miriam Novitch che ha messo in linea le leggi razziali promulgate dal regime fascista. Pagine all'Olocausto le dedica anche il portale ebraico in lingua italiana. Interessante anche la traduzione in italiano de "L'alfabeto di Auschwitz", opera dedicata a Primo Levi. LA CULTURA E LA SHOAH Il primo sito da visitare è quello dell'United States Holocaust Memorial Museum dove, oltre al resto, si trovano le ricerche storiche sull'Olocausto. Alcune poesie sulla Shoah si possono leggere sul sito (inglese) "Poesia e arte dell'Olocausto". Mentre una raccolta di francobolli sul periodo si trovano a Teaching the Holocaust. Anche i film dedicati alla Shoah sono presenti in Rete. I Deportati italiani hanno raccolto tutta la filmografia da "Suss l'ebreo" del 1940 a "Il cielo cade" del 2000. Per chi invece volesse compare libri rari o usati dedicati allo sterminio si può andare alle pagine internet della Broder's Book. ANNA FRANK La Rete non poteva dimenticare colei che è per antonomasia la voce dell'Olocausto e infatti i siti dedicati alla giovane perseguitata sono tantissimi, comprese le pagine di omaggio di persone di ogni parte del mondo. Fra i siti istituzionali va segnalato quello della Casa di Anna Frank. In quattro lingue (purtroppo non in italiano) questo sito fa percorrere la vita dell'autrice del famoso diario. E ulteriori informazioni su Anna e il suo diario si possono trovare su Anna Frank Center Usa dove si trova una biografia completa corredata di foto. Ma il sito più completo è sicuramente la Anna Frank Internet Guide dove si trova veramente tutto ciò che serve su Anna Frank. PRIMO LEVI "Se questo è un uomo", la bellissima poesia di Primo Levi si può leggere senza commenti sul sito di un liceo scientifico di Moncalieri dedicato allo sterminio. Mentre sullo scrittore torinese, fra i tanti dedicatigli dalle scuole, si segnala "In memoria di Auschwitz", un sito ben fatto, molto didattico, buono per chi vuole avvicinarsi a questo straordinario personaggio. Interessante un'intervista in inglese allo scrittore torinese che si trova sul sito Primo Levi. Da leggere anche la presentazione de "La Tregua" scritta da Levi per la rivista dei deportati italiani. Mentre una testimonianza-ricordo dello scrittore si può leggere in una pagina web dei Ds in cui c'è il ricordo di Levi pronunciato da Moni Ovadia al congresso del partito. |
Fonte: La Repubblica, mercoledì 26 gennaio 2005
http://www.repubblica.it/online/cronaca/memoria/memoria/memoria.html
Sermide per Emergency gennaio 2004
Sermide per Emergency 5 Marzo 2005
La paura di trovare nebbia mi ha fatto arrivare con largo anticipo a Sermide; e il non trovare il biglietto su cui avevo diligentemente segnato il cellulare di colfavoredellenebbie mi hanno consigliato una breve passeggiata per le vie della cittadina e respirare l'atmosfera tipica della bassa che pare così refrattaria allo spirito, alla fretta dell'industria e tanto più legato al ritmo dei versi pascoliani...."scusi, può dirmi dov'è la posta?" perso il bigliettino con i riferimenti questo è l'unico brandello che ha trattenuto la mia memoria ed è ampiamente sufficiente, come è sufficiente uno sguardo all'interno della sala imbandita per individuare tra le varie figure presenti quella che concentra...(neanche tanto) la carica di vitalità, energia, affetto, e che identifico immediatamente con Colfavore, gli occhi ridono assieme al cuore, accolgono pacata serenità di Lino I°(bisognerà pur distinguerli), una rapida escursione in cucina per ammirare le creazioni di colfavore e poi di corsa verso una stazioncina....degna di Sergio Leone, per raccogliere Justannie...segni particolari, una borsa rossa con disegni cinesi...ma quando scende dal trenino, gli occhi non colgono certo la borsa ben altri sono i segni particolari che colpiscono in questo folletto che sprigiona malizia e vitalità e gioia (esattamente come la sua prosa).
E poi si aggiungono gli abbracci all'aroma di toscano di Maqroll (Lino II°) il volto solare di stazitta, la discrezione di mammalara, che si propone come personaggio marginale tra i battellieri ma in poche battute delinea la sua importante personalità. Il sorriso e lo sguardo amorevolmente ironico di gardenia e la riservatezza del marito (Lino III°), e stepa, lorelai, le trecce sbarazzine di momi, notimetolose, l'ironia un po' dissacrante di precipitandosivola. La rete di collegamenti virtuali regge stupendamente alla verifica della realtà toccata, vissuta, abbracciata..si corre quasi il rischio di dimenticare Emergency per non interrompere questo fluire di emozioni, si vorrebbe parlare contemporaneamente con tutti testimoniare a tutti che è vero, che si sta bene assieme che quello che si scrive coincide con quello che si sente. Sento di dover chiedere scusa a Colfavore...perché in quell'atmosfera, non ho saputo prestare la dovuta attenzione alle creazioni culinarie che hanno rappresentato la parte concreta dell'impegno e dell'affetto che Colfavore ha messo a base di quest'incontro, e non solo. Il resto è già stato raccontato, mi sbaglierò ma l'impressione e che maqroll abbia già messo a cultura qualche idea che è balenata tra una forchettata di pasticcio di maccheroni, una fetta di moussse di carne o un boccone di luccio in "savor". Difficile lasciare tutto ciò, ho l'impressione che possa essere l'atto di nascita di una diversa consapevolezza e la presa d'atto della possibilità di utilizzare uno strumento nuovo di cui non si conosce bene la forza.(Chi si sente dimenticato protesti pure, avrà una dose supplementare di affetto). Saluto la compagnia sollecitato da qualche telefonata da un mondo che in qualche modo è parte fondante della mia adolescenza, della mia formazione.
Mi spiace aver promesso ai miei cugini, che abitano a pochi chilometri da Sermide, di essere da loro per cena, senza per altro riuscirci, tempo ne è passato molto ma l'imbarazzo non trova spazio tra noi.
Tempo ne è passato molto, la Cascina senza energia elettrica è diventata muta (ma non dispera ancora), qualche rettangolo d'erba e grano ha germogliato villette monofamiliari, degne di "Domus", i portoncini delle case in paese sfoggiano citofoni nuovi di trinca, che mi sembrano il simbolo più evidente di un cambiato tessuto sociale.
Tempo ne è passato molto e me lo ricorda il fagottino strillante che cercavo di placare inutilmente in attesa del ritorno di sua madre, che si è trasformato in una bella signora oltre la quarantina, mamma di un giovanotto diciassettenne alle prese con problemi e difficoltà proposte dalla vita.
Tempo ne è passato molto, e molte sono le cose da raccontare, così la visita si allunga, ancora un giorno, ancora un'ora, una stretta di mano, un abbraccio a sottolineare un momento di particolare emozione. Scopro allora una cosa che mi riempie di una nuova consapevolezza, di una nuova responsabilità. Parlando ed ascoltando ho scoperto che quando si cammina, nella vita, con la parola, con gli atteggiamenti, con uno sguardo si sparge un seme negli animi di chi cammina, tanto o poco, con noi; e questi semi germogliano, diventano aiuole, fiori, alberi; riferimenti, oasi in grado di offrire rifugio, anche in nostra assenza, a chi ci ha amato e che abbiamo amato. Grande responsabilità perché anche il contrario è vero, una parola un gesto possono creare un tratto di deserto, una permanente cicatrice che porterà, per sempre la nostra firma.
Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi fino in fondo...avrò bisogno di qualche giorno per ritrovare un po' di equilibrio emotivo. A tutti un abbraccio.
offerto da skipper246
Questa guida è stata realizzata per la Giornata della Memoria del 27 gennaio 2005. I Giovani delle ACLI hanno da sempre promosso percorsi di sensibilizzazione sul tema della Shoah, recandosi numerose volte in visita ai campi di concentramento di tutta Europa, dalla Francia all'Austria, dalla Germania alla Polonia. Il titolo provocatorio "... nelle vostre tiepidi case" è ripreso dalla prima strofa della celebre poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo", e vuole essere un invito a guardare i seguenti film, per tenere vivo il ricordi di quanto è successo nei lager nazisti. NON DIMENTICHEREMO!
MATERIALE INFORMATIVODi seguito è riportata una piccola dispensa sulla Shoah, composta in 4 documenti in formato Word:
Il CDEC (Centro di documentazione ebraica contemporanea) ha realizzato alcune dispense di lavoro, denominate Quaderni, che sono a disposizione di chiunque intenda approfondire il tema della Shoa. Si tratta di piccole pubblicazioni, contenenti schede storiche, tavole statistiche, documenti, testimonianze, cartine e bibliografie. In formato compresso .zip contiengono documenti in Word
L'avventura iraniana, dopo quelle afghana e irachena, sembra all'ordine del giorno dell'agenda Bush-Rice, assai prima della «diplomazia». Tehran ufficialmente non ha commentato le rivelazioni di Hersch. Lo ha fatto indirettamente con un'intervista del ministro della difesa iraniani Ali Shamkhani all'agenzia Mehr. Fate attenzione perché l'Iran ha la potenza militare necessaria a fronteggiare un eventuale attacco militare Usa o «di qualsiasi paese» e ha sviluppato «efficacissimi mezzi di intimidazione». Idem l'ex presidente della repubblica Rafsanjani che - pur passando per uno dei più favorevoli all'interno della nomenklatura a un riavvicinamento agli Usa - ha dichiarato all'agenzia Isna che «l'Iran non teme minacce da nemici stranieri poiché essi sanno che la Repubblica islamica non è un posto per le avventure». Non sono solo sbruffonate, quelle iraniane. Il mensile americano The Atlantic Monthly ha appena pubblicato i risultati di una serie di attacchi sumulati (più di 50) coordinati dal generale in pensione Sam Gardiner dai quali conclude che gli Usa non hanno le forze militari necessarie per invadere e occupare l'Iran senza che si produca un collasso di dimensioni molto maggiori che in Iraq. «L'Iran - conclude il generale - ha tre volte la popolazione, quattro la superficie e cinque i problemi dell'Iraq». Per cui «ho solo due frasi da dire ai politici: non avete soluzioni militari per i problemi con l'Iran e dovete far sì che la diplomazia funzioni». Non è la stessa diplomazia a cui fa riferimento la Rice. E' la stessa invece a cui si affida l'Ue. La portavoce della commissaria europea alle relazioni esterne, l'austriaca Benita Ferrero-Waldner, ha detto ieri a Bruxelles (dove Bush è atteso in febbraio) che Ue e Iran stanno da tempo lavorando insieme e «in buona fede» su tutta una serie di temi - dal nucleare ai diritti umani, dalla politica al commercio - e intendiamo proseguire su questa strada. Che non è quella di Bush e Condi.
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/19-Gennaio-2005/art38.html

| Puntata del 15 gennaio 2005 | |
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lettera inviata alla trasmissione Report.
Se siete d'accordo, inviate anche voi una mail, a sostegno della trasmissione. E' importante...
"Sono contento che, a giustificare il pagamento del canone della tv pubblica, ci siano trasmissioni come quelle sulla mafia fatte da Report.
Come cittadino e come insegnante vi ringrazio e vi sostengo, per l'esempio di informazione e di battaglia per la democrazia che portate avanti "
firmato: Lino Di Gianni.
Martin Luther King Day
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Dr. Martin Luther King Jr. tiene il suo discorso 'I Have a Dream' al Lincoln Memorial in Washington D.C. il 28 Agosto 1963. (AP Photo)
Gli Stati Uniti oggi ricordano Martin Luther King e il suo impegno in favore della non violenza e dei diritti civili.
"Io ho ancora un sogno. Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli. Questa mattina ho ancora il sogno che un giorno ogni nero della nostra patria, ogni uomo di colore di tutto il mondo, sarà giudicato sulla base del suo carattere piuttosto che su quella del colore della sua pelle, e ogni uomo rispetterà la dignità e il valore della personalità umana. Ho ancora il sogno che un giorno la giustizia scorrerà come acqua e la rettitudine come una corrente poderosa. Ho ancora il sogno che un giorno la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro spade in aratri e che le nazioni non insorgeranno più contro le nazioni, e la guerra non sarà neppure oggetto di studio. Ho ancora il sogno ogni valle sarà innalzata e ogni montagna sarà spianata. Con questa fede noi saremo capaci di affrettare il giorno in cui vi sarà la pace sulla terra".
IV Anno a Guantanamo


Articolo da Le Monde: http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-3208,36-393802,0.html (ARTICLE PARU DANS L'EDITION DU 12.01.05). Foto: AP, pescate nel sito della BBC NEWS.
(Avviso: la mia traduzione è stata fatta in velocità, anche se fedelmente, tuttavia consiglio di controllare l'articolo in francese)
Attenzione
al post precedente che si occupa di
adozione a distanza

Appello ai bloggers solidali:
abbiamo bisogno di ritrovare i sottoscrittori delle adozioni a distanza dello scorso anno
abbiamo bisogno di nuovi amici per le adozioni a distanza
L'anno scorso la cifra individuale era stata attorno ai 7 euro, all'anno..
Ci aiuti? trova un amico per le adozioni a distanza
tutte le spiegazioni qui: www.bambinineltempo.splinder.com
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Appelli
Salve, sono un bambino nato da pochi mesi, sono il figlio di Lynndie England (la mia mamma ha avuto molte esperienze nella vita, ha fatto anche la soldatessa col guinzaglio). Il mio papà si chiama Charles Graner e prima aveva i baffi. Ora il mio papà se li è tagliati ma viene processato per le torture che ha fatto in un carcere iracheno. Mi hanno detto che il mio papà potrebbe restare in carcere tanto tempo, forse tornerà a casa solo tra diciotto anni. Non potreste fare qualcosa per aiutarmi, per darmi una mano nella vita? Qualcosa in più? (jena)
fonte Il manifesto 8 gennaio
26 Dicembre 2004 Non c'è pace in terra Andrew Greeley |
| [Nota di Znet: ciò che risulta interessante nel seguente saggio non è tanto il contenuto in sè quanto il fatto che sia apparso sul Chicago Sun Times. Ugualmente degno di interesse è quanto viene detto rispetto alla dissoluzione del sostegno di massa o addirittura al silenzio, all'immensa opportunità sostenuta e alla capacità dell'attivismo militante di modificare gli eventi.] | |
Si legge sui giornali che il pentagono ritiene che la guerra continuerà fino al 2010. Donald Rumsfeld non può garantire che finisca prima del 2009. Quanti saranno i morti e i feriti americani per allora? Quanti tristi necrologi? Quante pagine di giornali piene di foto dei caduti? Perchè? Le ragioni cambiano: armi di distruzione di massa, guerra al terrore, libertà e democrazia per il popolo iracheno, credibilità americana. Sono tutti inganni. Questa guerra insensata e criminosamente immorale è stata pianificata prima dell'attacco dell' 11 settembre in cui l'Irak non è stato coinvolto. Non ha niente a che fare con la guerra al terrore. La libertà e la democrazia 'american-style' nei paesi arabi sono un'allucinazione di uomini e donne come Paul Wolfovitz e Condi Rice il cui contributo alla guerra è stato quello di scrivere lunghi memorandum -- pseudo-intellettuali repubblicani dal pensiero arguto. Bisogna sostenere le truppe, mi dicono. Io, sicuramente, lo faccio nel modo migliore: riportandole a casa, facendole uscire da una guerra per la quale la pianificazione era inadeguata, l'addestramento inesistente, l'obiettivo oscuro, e l'equipaggiamento, soprattutto la corazza dei veicoli, insufficiente. Sono uomini e donne coraggiosi che credono di combattere per difendere il proprio paese e sono diventati un facile bersaglio per i fanatici. Coloro che sono morti sono vittime della grande menzogna. Credono di combattere per prevenire un altro attacco terroristico contro gli Stati Uniti. Non sono criminali di guerra. I colpevoli sono i 'Vulcans', questo è il nome con il quale si auto-definiscono i membri del team di politica estera di Bush, in quanto tali devono affrontare l'accusa come criminali di guerra. C'è una certa ironia nella promessa di una guerra duratura. I Vulcans credevano che, in quanto unica superpotenza mondiale, la forza militare degli Stati Uniti fosse schiacciante, invincibile, superiore a qualunque ostacolo. In realtà, la guerra nella quale ci hanno intrappolati è diventata un pantano, 130.000 militari americani sono alla mercè di, forse, 5.000 guerriglieri religiosi e alla popolazione irachena non piaciono gli americani più di quanto piacesse loro Saddam Hussein. E' una guerra nella quale non esiste possibilità di vittoria -- sia che si concluda nel giugno 2005 o nel giugno 2010, sia che gli americani morti in battaglia siano 2.000 o 50.000, sia che ci siano 10.000 americani feriti o 500.000, sia che la percentuale di militari di ritorno dall'Irak con stress post-traumatico sia del 10% oppure del 30%. Uno dei criteri per una guerra giusta è che esista una ragionevole possibilità di vittoria. Dove si trova questa ragionevole possibilità? Ogni ulteriore giorno di guerra la rende meno giusta, più criminale. I colpevoli non sono solo i 'Vulcans' ma anche gli americani che, nelle elezioni di novembre, hanno appoggiato la guerra. Sono anche responsabili per le morti irachene, specialmente per quelle degli uomini che si sono arruolati in polizia e nell'esercito perchè avevano bisogno di soldi per mantenere le loro famiglie. -- I loro impieghi ingurgitati dalle fauci della 'liberazione' americana. La morte degli iracheni non crea problemi a molti americani. Il loro atteggiamento non è dissimile da quello dell'autore dell'e-mail che dice di rallegrarsi ogni che volta che un musulmano uccide un altro musulmano. 'Lasciamo che Allah li divida' In questo periodo dell'anno celebriamo la 'pace in terra agli uomini di buona volontà'. Gli americani devono affrontare il fatto che non possono più definirsi uomini e donne di buona volontà, non fintanto che continueranno a sostenere una guerra non necessaria, sciocca, mal concepita, mal eseguita, e infine, che non può essere vinta. Se la maggioranza delle persone negli altri paesi incolpa gli americani per questa guerra, ci siamo guadagnati quel biasimo nelle elezioni di novembre -- non che esista una seria ragione per credere che il Senatore John Kerry avrebbe avuto il coraggio di fermare la guerra. Forse se avesse cambiato idea, come fece per la guerra in Vietnam, e si fosse opposto alla guerra in Irak, avrebbe potuto vincere. Troppo tardi adesso, troppo tardi fino al 2010 o al 2020. Nota: alcuni cattolici conservatori --Repubblicani suppongo-- stanno diffondendo su Internet la voce che io sia un prete 'senza toga'(sic). Questa è falsa testimonianza. Sono e sono stato per 50 anni un prete benvoluto dall'arcidiocesi di Chicago. Se non mi credete chiamate il (312) 751-8220 La falsa testimonianza è un grave peccato e deve essere confessata prima della comunione di Natale. Inoltre coloro che lo commettono sono destinati a riabilitare la reputazione della persona sulla quale hanno reso falsa testimonianza. | |||
Documento originale No Peace On Earth During Unjust War - Chicago Sunday Times: http://www.suntimes.com/output/greeley/cst-edt-greel24.html
Traduzione di Fabio Sallustro e Marina Gamberini
p.s. Vai all'iniziativa: "Finisci la storia e aiuta il Sudest Asiatico"
Befana Privata

p.s. Vai all'iniziativa: "Finisci la storia e aiuta il Sudest Asiatico"
In primo piano
&
Il Parnaso Ambulante e il vignettista Mauro Biani
insieme per un’iniziativa a favore della popolazione colpita dal maremoto
Concorso Finisci la storia!

Iscriviti al concorso mandando 1 sms al 48580 col testo “Un sms in una storia” e inviandoci il tuo nome e l'adesione, e poi continua il racconto proposto da Biani inventando un finale e spedendo il tutto a finiscilastoria@yahoo.it. Tutte le mail verranno pubblicate in un blog senza che sia visibile il nome dell’autore, e a seconda dei consensi che riceveranno dai lettori del Parnaso e da chiunque vorrà lasciare una sua opinione e un voto nei commenti, verranno premiati i primi tre seguiti con nome e cognome dell’autore, tre posti in prima fila nella vetrinetta del Parnaso e una vignetta personalizzata disegnata dall'autore :)
Il racconto da completare, gli aggiornamenti quotidiani e tutti i dettagli in http://finiscilastoria.splinder.com
Sii dei nostri:
una storia,
la tua fantasia,
un piccolo gesto per aiutarli.
Dillo ai tuoi amici di Splinder!
Se vuoi partecipare al concorso "finisci tu la storia" invia un sms al numero 48 580
e comunica l'avvenuta spedizione alla casella postale finiscilastoria@yahoo.it
Se mandi un finale tuo della storia scritta nel post sotto, sarai pubblicato, senza nome
su questo blog www.finiscilastoria.splinder.com
al 5 febbraio saranno proclamati i tre vincitori, e premiati con la pubblicazione
delle loro storie su www.ilparnasoambulante.splinder.com e menzionati nella vetrinetta d'onore
e maurobroiolo dedicherà loro una vignetta personalizzata
Ma soprattutto vinceranno coloro che invieranno un sms per segnalare un picolo gesto di solidarietà.
date comunicazione della data di spedizione degli sms alla casella finiscilastoria@yahoo.it
e segnalate la cosa negli altri blog..grazie
su tiscali altri bloggers stanno raccogliendo adesioni alla spedizione degli sms
Brullo il pagliaccio aveva tanti capelli rossi e ricci e una testa grande, ma così grande che tra i capelli ci si nascondeva un cavallo. Il cavallo (Gino, per gli amici) aveva un segreto: la sua coda era lunghissima e diventava i capelli di una principessa, la principessa Salimberna Sottuttoiò. Questa procedeva a grandi passi per Utulia, la mitica città magica, e sapeva tutto di tutti, guardava avanti, attenta a tutto ciò che osservava. Non si era mai voltata indietro e così non aveva mai visto che i suoi capelli a coda di cavallo finivano davvero in una coda di cavallo. A volte sentiva qualche nitrito, ma presa dalle cose che gli passavano davanti non ci faceva caso. Il cavallo era un cavallo tranquillo e solitamente se ne stava in contemplazione del paesaggio splendidamente acceso dal rosso dei capelli del pagliaccio. sottoscritti altri 25 euro da Sahishin, siamo a quota 950 euro raccolti per Emergency
Qui i messaggi delle donazioni effettuate
32632. ROMA-ADISTA. Progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici, eccessiva burocratizzazione, poca trasparenza: sono alcuni dei numerosi punti dolenti della cooperazione internazionale nel nostro Paese messi a nudo dalla campagna "Sbilanciamoci!" che, lo scorso 6 dicembre, ha presentato il Libro bianco sulla cooperazione allo sviluppo, proprio mentre il Ministero degli Affari esteri celebrava le Giornate della cooperazione italiana. "Le giornate governative - spiega Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! - sono una passerella mediatica, una pura operazione di marketing utile a coprire lo stato drammatico della cooperazione italiana, la paralisi e l'inefficienza amministrativa del Ministero degli Affari esteri, il mancato rispetto degli impegni internazionali". Con il Libro bianco, prosegue, abbiamo voluto rappresentare "lo stato disastroso della cooperazione italiana".
Cooperazione verso la bancarotta
"Nel 2002 la percentuale degli Aiuti Pubblico allo Sviluppo (Aps) sul Pil è stata dello 0,20%, e nel 2003 addirittura si è ridotta allo 0,16%", spiega Marcon, commentando i dati del Libro bianco. Cifre irrisorie se confrontate con quelle degli altri Paesi: la Francia che è allo 0,34%, la Gran Bretagna che si è data l'obiettivo dello 0,47% entro il 2007; i Paesi del Nord Europa che confermano quote superiori allo 0,70% ormai da anni. La Finanziaria 2005 prevede ulteriori tagli alla cooperazione allo sviluppo: "inizialmente sarebbero assegnati 616 milioni di euro, che rappresentano solo il 44% dei fondi necessari alla Direzione per garantire gli impegni internazionali". A questi fondi, già di per sé insufficienti, "verranno tagliati ulteriori 215 milioni", fra cui i 100 milioni che l'Italia avrebbe dovuto versare nel 2004 al Fondo globale per la lotta contro l'aids, la tubercolosi e la malaria.
Poca trasparenza
Oltre che sull'esiguità dei fondi, il Libro bianco punta il dito anche sulla mancanza di trasparenza: basti pensare che il secondo settore di destinazione con più peso nell'Aps dopo le misure per la cancellazione del debito - misure che, fra l'altro, gonfiano le cifre degli aiuti "senza spendere un euro" - è la voce "Non specificato" che rappresenta il 14% dell'Aps; e mancano anche i dati relativi agli "Aiuti alimentari". La cooperazione italiana, commenta il Comitato di coordinamento della cooperazione internazionale dell'Ocse, "ha solo un'idea aneddotica di ciò che sta funzionando e perché", vista la completa mancanza di un sistema di monitoraggio e valutazione dei progetti.
Eccessiva burocratizzazione
"Nel corso degli ultimi anni - si legge nel Libro bianco - si è accentuata sempre più una sorta di 'burocratizzazione gestionale' che ha portato ad un allungamento insostenibile dei tempi necessari per l'approvazione di un progetto, l'erogazione dei fondi, il successivo esame dei rapporti e dei rendiconti. Se una Ong presenta un progetto 'promosso' (che prevede un contributo ministeriale del 50%) deve attendere circa due anni prima che venga approvato. Una volta iniziato il progetto, poi, per ottenere le varie tranche del finanziamento la Ong deve presentare un rendiconto: tra il momento della presentazione e la sua approvazione possono passare 1 anno, 1 anno e mezzo o ancora di più, un tempo nel quale, comunque, la Ong è tenuta a rispettare il contratto stipulato e a portare avanti il progetto. Naturalmente il dover operare senza avere la certezza di vedersi approvato il rendiconto o, comunque, di non sapere quando poter disporre dei fondi pone le Ong in una situazione di grosso disagio che, molto spesso, porta a non poter completare dei progetti già iniziati o ad interromperli, per poi riprenderli, con un grave danno per il contesto locale nel quale il progetto si inserisce".
Cooperazione e guerra
Se la cooperazione deve 'tirare la cinghia', per le missioni militari italiane all'estero invece non si bada a spese, spesso utilizzando le azioni umanitarie come foglia di fico per nascondere la partecipazione italiana a vere e proprie guerre. Solo per la missione in Iraq - a cui andrebbero aggiunte tutte le altre missioni militari italiane nel mondo - ci sono stati tre decreti (n. 165 del 10 luglio 2003; n. 9 del 20 gennaio 2004; e quello in discussione in questi giorni): nel primo si stanziavano 232.451.241 euro per la missione militare, mentre per gli aiuti umanitari meno di un decimo, 21.554.000 (nello stesso decreto, inoltre, si prevedevano 358.355.586 di spesa per le altre missioni all'estero); nel decreto del gennaio 2004 il costo previsto per la missione in Iraq era di 209.017.084, i soldi per le azioni umanitarie 11.627.450 (quelli per le altre missioni 292.919.802); nell'ultimo decreto si prevedevano 290.349.823 per la missione in Iraq nel suo complesso e appena 9 milioni per gli aiuti umanitari, compresi i 5 versati nelle casse della Croce rossa del supercommissario Maurizio Scelli. "Gli aiuti umanitari, quindi - commenta il Libro bianco - anziché crescere, come sarebbe naturale dopo un anno di missione che si vuole non di occupazione ma di sostegno alla popolazione, diminuiscono".
Dieci domande al governo Berlusconi
"Perché il governo Berlusconi si è impegnato a destinare per l'Aps nel 2005 lo 0,27% del Pil (nel Dpef del 2003-2006), mentre siamo allo 0,16%?". È una delle dieci domande che il Forum alternativo sulla cooperazione allo svliluppo ha rivolto pubblicamente al presidente del Consiglio, affrontando tutti i 'buchi neri' della nostra cooperazione internazionale: "perché si fanno grandi promesse a livello internazionale, come riguardo alla realizzazione degli Obiettivi del Millennio, se si continuano a tagliare i fondi alla cooperazione: -15% nella finanziaria del 2004 e ben 250 milioni di euro nella manovra correttiva del luglio scorso?"; "perché nelle ultime due finanziarie diminuiscono i fondi per la cooperazione, mentre - tramite la Simest e la Sace - si stanziano più soldi per assicurare il business delle imprese italiane all'estero?"; "perché i soldi del Fondo per i Balcani" per le attività di cooperazione "non sono mai stati utilizzati?"; "perché si fanno aspettare le Ong fino a 3-4 anni per saldare i rendiconti dei progetti, facendole sprofondare nei problemi organizzativi e finanziari e provocando la sospensione dei progetti?".
Ma anche le politiche internazionali e sociali dell'attuale governo vengono messe in discussione, dalla partecipazione alla guerra e al dopoguerra in Iraq ("perché si stanziano nella finanziaria di quest'anno 1 miliardo e 200 milioni per le missioni militari come quelle in Iraq, fuori dalla legalità internazionale, spacciandole per missioni umanitarie e di pace?"; "perché non si può sapere come sono stati spesi i soldi pubblici per assicurare le imprese italiane che hanno fatto affari nell'Iraq di Saddam Hussein?"), all'immigrazione ("perché su 100 euro spesi dallo Stato sull'immigrazione se ne spendono 85 per misure repressive e di polizia e nemmeno 1 euro per programmi di cooperazione che vedano come protagonisti le comunità di immigrati?") e alla mancata applicazione degli accordi internazionali in tema di ambiente e salute ("perché l'Italia ha firmato l'accordo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni inquinanti e non lo attua?"; "perché il governo firma accordi internazionali e poi li disattende come nel caso degli impegni per i fondi globali su Aids e Piano per l'acqua?").
Le proposte
Oltre al rispetto degli accordi già presi in sede internazionale, il Forum presenta al governo le sue proposte per una 'buona' cooperazione allo sviluppo: "portare entro il 2006 i fondi per la cooperazione allo 0,7% del Pil"; "creare un'Agenzia autonoma dal Ministero Affari esteri per la gestione dei programmi di cooperazione allo sviluppo"; "separare la cooperazione allo sviluppo da ogni commistione con il sostegno alle imprese e da ogni subalternità alla politica estera e militare del Paese"; "ritirare le truppe d'occupazione dall'Iraq e destinare alle agenzie Onu l'equivalente impegno finanziario finalizzato alla ricostruzione del Paese"; "abrogare la legge Bossi-Fini, chiudere i Centri di permanenza temporanea e destinare i fondi corrispondenti a politiche di integrazione, formaziobne e cooperazione con le comunità dei Paesi d'origine dei migranti"; "ridurre del 20% le spese militari dell'Italia e destinarle a politiche di cooperazione allo sviluppo".
Senza tregua
Aceh: la catastrofe non ferma la guerra
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=4&idart=916
Aboliamo il debito
ALEX ZANOTELLI
Vorrei che questa tragedia costituisse invece un'occasione per riflettere sui poveri del Sud-est asiatico, che sono quelli che hanno pagato maggiormente il prezzo del disastro.
In questo senso, ritengo necessario rilanciare la discussione sul debito: penso che sia imperativo cancellare immediatamente e senza condizioni il debito a tutte le nazioni coinvolte in questo cataclisma