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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it ![]() ![]() Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà. ![]() |
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Foto scattate da Giuliana Sgrena الصور التي التقطتها جوليانا سغرينا |

Ospedale di Hilla (Babilonia), bambini feriti da cluster bomb dopo un bombardamento dell'esercito americano Aprile 2003 Foto Giuliana Sgrena | العراق مستشفى الحلة (بابل)، أطفال جرحوا بقنابل "الكلوستر" بعد القصف الجوي الذي قام به الجيش الأمريكي نيسان 2003. صور لجوليانا سغرينا |
Ospedale di Hilla (Babilonia), bambini feriti da cluster bomb dopo un bombardamento dell'esercito americano Aprile 2003 Foto Giuliana Sgrena | العراق مستشفى الحلة (بابل)، أطفال جرحوا بقنابل "الكلوستر" بعد القصف الجوي الذي قام به الجيش الأمريكي نيسان 2003. صور لجوليانا سغرينا |
Giuliana Sgrena rapita in Iraq
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Dal DIARIO di questa settimana: http://www.diario.it/index.php
Nella sezione "Documenti di adesione" l'appello dei giornalisti
Vi invitiamo a firmare e linkare ai vostri siti l’appello per la liberazione di Giuliana Sgrena e Florence Aubenas.
L’appello è tradotto in inglese, francese e spagnolo.
| Drammatico video-appello di Giuliana Sgrena: "Mettete fine subito all'occupazione dell'Iraq" | ![]() | ![]() |
| di redazione 16 Feb 2005 | ||
Baghdad, 16 Febbraio 2005. Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita in Iraq, ha chiesto di essere salvata ritirando le truppe italiane dal Paese, in un video consegnato a Baghdad a diversi media tra cui Reuters. Sgrena, 57 anni, sequestrata per la strada a Baghdad da uomini armati il 4 febbraio scorso, nel video è sola e appare molto provata. Indossa una maglia e una camicia verdi. "Ritiratevi dall'Iraq, perché nessuno deve più venire in Iraq... per favore, fate qualcosa per me", dice Giuliana Sgrena, piangendo, nel video. (All'interno il video-appello) "Questo popolo non vuole occupanti, questo popolo non deve più soffrire così, migliaia di persone sono in prigione, la gente muore ovunque...Pierre aiutami fai vedere i bambini colpiti con le cluster bomb...non devono più venire occidentali, anche gli italiani qui sono visti solo come invasori". "Aiutatemi a chiedere il ritiro delle truppe dall'Iraq" "Chiedo al governo italiano, al popolo italiano contrario all'occupazione, chiedo a mio marito vi prego aiutatemi" "Dovete fare tutto quello che potete per mettere fine all'occupazione. Conto su di voi, potete aiutarmi. Ritiratevi dall'Iraq, perché nessuno deve più venire in Iraq... per favore, fate qualcosa per me". "Pierre, aiutami tu, sei stato con me in tutte le battaglie, ti prego aiutami... aiutami a salvarmi... Chiedo alla mia famiglia di aiutarmi... Questo popolo non deve più soffrire... Questo popolo non vuole occupazione, non vuole truppe, non vuole stranieri". "Chiedo a tutti quelli che hanno combattuto con me contro la guerra e l'occupazione di aiutarmi". redazione@reporterassociati.org alp | ||
E' viva
Diffuso un video: in lacrime Giuliana parla in italiano e in francese. Si rivolge al compagno Pier Scolari, alla famiglia, "alle persone che hanno lottato contro l'occupazione e a tutto il popolo italiano". "Aiutatemi a chiedere al Governo il ritiro delle truppe italiane"
Italia - Milano - 16.2.2005
Onorevoli Senatori
Lettera aperta di Gino Strada ai membri del Senato
In occasione del voto parlamentare sul rifinanziamento della missione italiana in Iraq, il chirurgo fondatore di Emergency rivolge un appello ai Senatori
Onorevoli Senatori,
In questo momento siete riuniti per votare sul rifinanziamento della “missione italiana” in Iraq. La nostra Costituzione, al suo Articolo 11, ripudia la guerra. L'Italia ripudia la guerra. Quel voto non dovrebbe esistere, dovrebbe essere scontato che i membri del Parlamento rispettino la Costituzione. E' grave che si riuniscano per decidere se violarla o meno.
Vi scrivo da cittadino italiano, perché ho visto troppe volte governi di colore e segno “diverso” calpestare quella Costituzione e quell'articolo: il ripudio della guerra.
Vi scrivo perché mi preoccupa sapere che il mio Paese, a cui tengo molto, è in mano a persone che non provano orrore, sgomento, ribrezzo all'idea di uccidere. Chiunque sia la vittima, sia chiaro.
Di fronte alla guerra – che altro non è se non l'orrendo macello che abbiamo visto nei decenni passati, anche nel nostro Paese – non possono esistere categorie né giudizi politici. Perché la guerra nega il diritto alla vita per qualcuno, e nessuna “politica” può esistere se gli esseri umani mancano all'appello, ammazzati dalla guerra. Il non uccidere non è solo un comandamento cristiano, è un imperativo assoluto che deve valere per tutti e per ciascun essere umano.
Non si può accettare di uccidere, anche se in modi indiretti: se lo si fa, parole come democrazia e giustizia, come diritti e solidarietà, come cultura e convivenza civile perdono ogni significato.
Sono convinto che la scelta per la pace e contro la guerra, per la vita e contro la morte, non possa essere soggetta agli andamenti della politica, ma debba sempre costituire il fondamento comune ad ogni politica.
Non dovreste votare, Onorevoli Senatori, dovreste piuttosto fermarvi a riflettere, specie oggi che ancora una volta una cittadina italiana è a rischio della vita per la guerra e per la sua logica, per quella sovversione totale di ogni regola che la guerra comporta.
Giuliana è una amica, e ciò rende tutto più doloroso, ma ci siamo impegnati in passato anche per cercare di aiutare persone che neppure conoscevamo.
Non ci devono essere truppe italiane a partecipare a una aggressione e a una occupazione militare. E' contro la Costituzione, ed è anche contro la coscienza di molti, l'essere di fatto complici degli orrori che abbiamo visto in questi anni in Iraq, dai bombardamenti ai sequestri, dalle autobombe alle cannonate, alle esecuzioni, alle sgozzature, alle torture.
Uscire dalla guerra aiuterà non solo Giuliana e gli altri ostaggi, aiuterà milioni di cittadini iracheni che non ne possono più di guerra, a quasi due anni dalla “liberazione”. Purtroppo non potrà aiutare gli oltre centomila che sono morti in questi anni - come al solito, bambini e donne in prima fila.
Ma potrebbe aiutare anche noi italiani a riprendere un po’ di fiducia nella Costituzione, vedendola per una volta rispettata. E ci farebbe bene sapere che i nostri politici ritengono la guerra un crimine e magari, con un atto di orgoglio nazionale, decidono di riportare a casa “i nostri ragazzi”.
Vogliamo che tornino tutti, sani e salvi, gli amici e quelli che non conosciamo, i civili e i militari. Vogliamo che si smetta di morire in Iraq e negli altri orrendi luoghi di guerra del pianeta.
Sono certo che sia un sentire condiviso, e che la maggioranza degli italiani vuole che l'Italia esca dalla guerra.
Gino Strada
Fonte: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=1388
harmonia
Giuliana non posso essere sorda al tuo grido di dolore, alla tua supplica a mani giunte, alle tue lacrime trattenute.
Lotto come posso con te, unendo la mia voce a quella del tuo drammatico appello

DOCUMENTO
Il testo integrale
dell'appello di Giuliana Sgrena
Ecco le parole di Giuliana Sgrena, ripresa dai suoi rapitori con uno sfondo bianco. La giornalista lancia il suo appello prima in italiano e poi in francese.
"Sono in Iraq dalla fine di gennaio, per testimoniare la situazione di questo popolo, che muore ogni giorno, migliaia di persone sono in prigione, bambini, vecchi, le donne sono violentate e la gente muore ovunque, per strada, non ha più niente da mangiare, non ha più elettricità, non ha acqua."
"Vi prego mettete fine all'occupazione, lo chiedo al governo italiano, lo chiedo al popolo italiano perché faccia pressione sul governo. Pierre aiutami, per piacere, fai vedere le foto dei bambini colpiti dalle cluster bomb, chiedo alla mia famiglia di aiutarmi, chiedo a tutti, a tutti quelli che hanno lottato con me contro la guerra, contro l'occupazione, vi prego, aiutatemi".
"Questo popolo non deve più soffrire, così, ritiratevi dall'Iraq, nessuno deve più venire in Iraq, perché tutti gli stranieri, tutti gli italiani qui sono considerati nemici, per favore fate qualcosa per me. "Pierre, aiutami tu, sei sempre stato con me in tutte le mie battaglie, ti prego aiutami a chiedere il ritiro delle truppe, fai vedere tutte le foto che ho fatto, questo popolo non vuole occupazione".
"Aiutami, aiutatemi, la mia vita dipende da voi, fate pressioni sul governo perché ritiri le truppe. Conto su di voi, potete aiutarmi. Bisogna mettere fine
all'occupazione, la situazione qui è intollerabile, i bambini muoiono, la gente muore di fame per strada, le donne vengono violentate, bisogna ritirare le truppe. "Pierre aiutami, fai vedere le foto che ho fatto dei bambini colpiti dalle cluster bombs, fai vedere quel che ho fatto per le donne. Nessuno dovrebbe venire in Iraq in questo momento, neanche i giornalisti, nessuno".
AIUTIAMOLA FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE INVOCHIAMO PACE, PACE e ancora PACE.
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Esportazione della democrazia e affini
Il plutonio della Corea del Nord fu fornito dall'azienda di Rumsfeld
Mentre la Casa Bianca lancia l'allarme sulle "atomiche nord coreane" emergono inconfessabili responsabilità.
Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa, dal 1990 al 2001 è stato direttore della multinazionale ABB, con sede a Zurigo, che ha fornito i reattori nucleari a Pyongyang. Con la ABB ha guadagnato 190 mila dollari all'anno.
Mentre la Casa Bianca lancia l'allarme sulle "atomiche nord coreane" emergono inconfessabili responsabilità.
Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa, dal 1990 al 2001 è stato direttore della multinazionale ABB, con sede a Zurigo, che ha fornito i reattori nucleari a Pyongyang. Con la ABB ha guadagnato 190 mila dollari all'anno.
11 febbraio 2005
L'articolo si trova all'indirizzo: http://italy.peacelink.org/editoriale/articles/art_9556.html.
Immagino che simili notizie non vengano date a cuor leggero, ma sono incredula di fronte a tutto ciò che viene attribuito a compagnie in cui ha interessi Rumsfeld. Com'è possibile che l'uomo abbia le mani in pasta in tante organizzazioni e che abbia una tale mancanza di scrupoli? E, se le informazioni sono vere, com'è possibile che l'uomo l'abbia fatta franca, anzi abbia aumentato il suo potere, fino a oggi? E chissà fino a quando?
Forum del Movimento Contro la Guerra
Firenze 25/26/27 Febbraio
Facoltà di Architettura
P.za Ghiberti 27
Presentazione:
Il Forum del Movimento contro la guerra si pone la finalità di rafforzare il movimento per la pace, contro gli assetti di potere e le politiche economiche che sostengono la guerra, facilitando il passaggio a una fase nuova di campagne locali e nazionali, di costruzione di reti, di coordinamento di lotte reali e vertenze. I lavori del Forum vogliono coinvolgere le realtà diffuse, le esperienze di base locali e le realtà nazionali, singole e singoli, interessate/i all’approfondimento e alla partecipazione.
I presupposti di ricerca di unità da valorizzare nello svolgimento del Forum sono inseparabili da quelli di radicalità.
Il Forum del Movimento contro la guerra si pone anche l’obiettivo di esprimersi con una posizione di estrema chiarezza sulla guerra preventiva e permanente, sul ritiro di tutte le forze di occupazione dall’Iraq e dalla Palestina, sulla ricerca e attuazione di processi di pace nelle aree di conflitto dell’Africa, dell’America Latina, dell’Asia, del Caucaso…, sulle violazioni e sulle minacce di aggressione che incombono su tante aree e tanti popoli, sui diritti delle minoranze oppresse.
Una strategia di pace che sia un’uscita risolutiva dal sistema di guerra e da ogni forma di militarizzazione del territorio e delle relazioni internazionali, che costruisca un’alternativa concreta, basata sulla diplomazia dal basso, sull’interposizione non violenta, sulla cooperazione e convivenza tra i popoli.
Il ritratto di una reporter forte e fragile
Iraq/Rapimento. Chi l'ha rapita ha preso un abbaglio
A. G.
Giuliana è forte e fragile al tempo stesso. Fa una certa impressione, in queste ore, saperla in mano a chissà chi. Proprio lei che è donna di pace, di dialogo, espertissima di mondo arabo e giornalista sempre in prima linea tra le tante contraddizioni mediorientali, fin da quando il fondamentalismo islamico deflagrò in Algeria (è stata la prima reporter a dirci quello che accadeva incredibilmente ad Algeri, che tutti reputavamo capitale di un paese laico e progressista). Poi è andata più volte, dopo il tragico 11 settembre 2001, in Afghanistan e Iraq a raccontarci l'orribile risposta di guerra al folle terrorismo.
Giuliana ha scritto centinaia di articoli sul Medio Oriente e sul conflitto Israele-Palestina. Ha scritto pure dei libri su quegli stessi argomenti. Ha pure studiato l'arabo per saperne di più. E, molto spesso, le sue vacanze le trascorre negli altri paesi arabi che non frequenta per lavoro.
Lei è forte nelle sue convinzioni politiche e giornalistiche, come sa esserlo una donna nata tra le montagne della Val d'Ossola. Ha studiato a Milano, dove negli anni Settanta ha fatto parte del Movimento studentesco di Mario Capanna e Luca Cafiero. Poi, nei primi anni Ottanta, è venuta a vivere a Roma, lavorando prima nella redazione del giornale del Pdup e poi di "Pace e guerra". Nel 1988 è entrata nel "manifesto" portando il suo bagaglio fatto di esperienze, idee e conoscenza delle lingue straniere. Con lei, è sempre un piacere discutere e informarsi. Lo sanno non solo tutti i suoi amici, ma pure i colleghi – italiani e stranieri – che la stimano e la coccolano.
Giuliana, però, come tutti noi, ha un lato fragile. La sua emotività, a volte, prende il sopravvento. Ha spesso bisogno di amicizia, conforto, tenerezza solidale e condivisione. Per questo, è importante – proprio in queste ore – farle sentire tutta la nostra amicizia e solidarietà.
Chi l'ha rapita deve sapere di aver preso un abbaglio. A meno che non si voglia colpire chi proprio racconta la guerra per rendere più forti le ragioni della pace.
http://www.aprileonline.info/articolo.asp?ID=3245&numero=193
| Giuliana Sgrena rapita in Iraq | |
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Crimini di guerra
Un'esplosione nucleare sull'atollo di Mururoa (non meglio specificata).
La notizia è che Rumsfeld, Segretario alla Difesa U. S:, ha chiesto di riprendere un supersegreto programma di ricerca nel campo degli armamenti nucleari.
Fonte: "Rumsfeld asks for restoration of nuclear 'bunker buster' program"