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Parole contro la guerra







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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it


Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà.

Raduno dei bloggers contro la guerra
Sermide (Mantova)
Gennaio 2004

10 Euro per Emergency, entra nell'Esercito dei Bloggers che hanno deciso concretamente di dire NO alla guerra, facendo una donazione per Emergency.
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sabato, febbraio 19, 2005
 
prima pagina

 
la vignetta di Vauro

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scritto da alp | 10:35 | commenti (2) Torna su
Categoria: manifestazioni

 
Foto scattate da Giuliana Sgrena
  الصور  التي  التقطتها  جوليانا  سغرينا



Ospedale di Hilla

Iraq
Ospedale di Hilla (Babilonia),
bambini feriti da cluster bomb
dopo un bombardamento dell'esercito americano
Aprile 2003
Foto Giuliana Sgrena
 العراق
مستشفى  الحلة  (بابل)،  أطفال  جرحوا  بقنابل  "الكلوستر"
بعد  القصف  الجوي الذي  قام  به  الجيش  الأمريكي 
نيسان  2003.

صور  لجوليانا  سغرينا
 
scritto da alp | 10:06 | commenti Torna su
Categoria: bambini in guerra

 

 

Iraq
Ospedale di Hilla (Babilonia),
bambini feriti da cluster bomb
dopo un bombardamento dell'esercito americano
Aprile 2003
Foto Giuliana Sgrena
 العراق
مستشفى  الحلة  (بابل)،  أطفال  جرحوا  بقنابل  "الكلوستر"
بعد  القصف  الجوي الذي  قام  به  الجيش  الأمريكي 
نيسان  2003.

صور  لجوليانا  سغرينا

scritto da alp | 10:04 | commenti Torna su
Categoria: bambini in guerra



venerdì, febbraio 18, 2005
 
 

Giuliana Sgrena rapita in Iraq

  • Voices of freedom are kept prisoner in Baghdad.
  • Voix libres prisonnières à Baghdad.
  • Voci libere prigioniere a Baghdad.
  • Voces libres presas en Baghdad
  • Video

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    versione in arabo
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     Informazioni manifestazione 19 Febbraio 2005 |  Appello de 'Il Manifesto' |  Adesioni alla Manifestazione |  Documenti di adesione |  Iniziative locali |  Comunicati Stampa |  Treni e Pullman |  Materiali | 

    Il sito di Fermiamo la guera ospita le informazioni sulla manifestazione nazionale del 19 febbraio, proposta da il manifesto
    LIBERIAMO LA PACE
    Giuliana, Florence, Hussein
    tutti gli ostaggi e il popolo iracheno


    LIBERIAMO LA PACE
    Giuliana, Florence, Hussein
    tutti gli ostaggi e il popolo iracheno

    MANIFESTAZIONE NAZIONALE
    proposta da il manifesto


    SABATO 19 FEBBRAIO
    Roma ore 14.00
    P.zza della Repubblica

    ore 17.00 Concerto 
    piazza di Porta Capena
    (Circo Massimo)
    con: Caparezza, Assalti Frontali,Tetes de Bois, Ricky Gianco e Maurizio Camardi, Enzo Avitabile, Folkabestia, Jamal Quassini, Noureddine, Rashmi Bhat



     
     


    Nella sezione "Documenti di adesione" l'appello dei giornalisti


    Vi invitiamo a firmare e linkare ai vostri siti l’appello per la liberazione di Giuliana Sgrena e Florence Aubenas.

     

    L’appello è tradotto in inglese, francese e spagnolo.

     

    http://www.petitionspot.com/petitions/freevoicesfreedom

     
    scritto da alp | 16:52 | commenti Torna su
    Categoria:

     
     
    Release Voices of freedom kept prisoner in Baghdad.
    Created by Release Voices on February 9th, 2005 at 12:34 pm AST

    Voci libere prigioniere a Baghdad.
    Giuliana Sgrena, giornalista italiana de Il Manifesto, è stata rapita il 4 febbraio a Baghdad di fronte alla moschea Al Mustafah dopo aver intervistato le famiglie costrette a lasciare Falluja a causa dei
    bombardamenti statunitensi, ed è ancora prigioniera.

    Florence Aubenas, giornalista francese di Liberation, è scomparsa da oltre un mese, in analoghe circostanze.

    Giuliana è stata molte volte in Iraq documentando con onestà le gravi sofferenze della popolazione, prima per l'embargo e poi per la guerra e l'occupazione. Il suo lavoro è stato prezioso in questi anni per dar voce agli iracheni, per raccontare quello che altri non raccontavano. Una delle prime giornaliste a denunciare le gravi violazioni dei diritti umani, gli arresti indiscriminati, le violenze e le torture riservate a detenuti e detenute, i massacri di civili causati dalle truppe di occupazione.

    Il suo giornale, Il Manifesto, è da sempre attivo contro la guerra e
    l'occupazione.

    Non sappiamo chi l'ha rapite e perché, ma siamo sicuri che questo non aiuterà l'Iraq e gli iracheni a riconquistare la sovranità a cui hanno diritto, non abbrevierà l'occupazione, non migliorerà la vita della gente.

    Sappiamo invece che di voci libere come quella di Giuliana e Florence c'è molto bisogno.

    Come movimenti e associazioni che si battono in tutto il mondo contro la guerra e per la fine dell'occupazione chiediamo la loro immediata liberazione.

    Fermiamo la guerra

    Dal DIARIO di questa settimana: http://www.diario.it/index.php

    Nella sezione "Documenti di adesione" l'appello dei giornalisti


    Vi invitiamo a firmare e linkare ai vostri siti l’appello per la liberazione di Giuliana Sgrena e Florence Aubenas.

     

    L’appello è tradotto in inglese, francese e spagnolo.

     

    http://www.petitionspot.com/petitions/freevoicesfreedom

    scritto da harmonia | 09:08 | commenti Torna su
    Categoria:



    mercoledì, febbraio 16, 2005
     

    Drammatico video-appello di Giuliana Sgrena: "Mettete fine subito all'occupazione dell'Iraq"PrintE-mail
    di  redazione
    16 Feb 2005
    Baghdad, 16 Febbraio 2005. Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita in Iraq, ha chiesto di essere salvata ritirando le truppe italiane dal Paese, in un video consegnato a Baghdad a diversi media tra cui Reuters. Sgrena, 57 anni, sequestrata per la strada a Baghdad da uomini armati il 4 febbraio scorso, nel video è sola e appare molto provata. Indossa una maglia e una camicia verdi. "Ritiratevi dall'Iraq, perché nessuno deve più venire in Iraq... per favore, fate qualcosa per me", dice Giuliana Sgrena, piangendo, nel video. (All'interno il video-appello)

    "Questo popolo non vuole occupanti, questo popolo non deve più soffrire così, migliaia di persone sono in prigione, la gente muore ovunque...Pierre aiutami fai vedere i bambini colpiti con le cluster bomb...non devono più venire occidentali, anche gli italiani qui sono visti solo come invasori".

    "Aiutatemi a chiedere il ritiro delle truppe dall'Iraq" "Chiedo al governo italiano, al popolo italiano contrario all'occupazione, chiedo a mio marito vi prego aiutatemi"

    "Dovete fare tutto quello che potete per mettere fine all'occupazione. Conto su di voi, potete aiutarmi. Ritiratevi dall'Iraq, perché nessuno deve più venire in Iraq... per favore, fate qualcosa per me".

    "Pierre, aiutami tu, sei stato con me in tutte le battaglie, ti prego aiutami... aiutami a salvarmi... Chiedo alla mia famiglia di aiutarmi... Questo popolo non deve più soffrire... Questo popolo non vuole occupazione, non vuole truppe, non vuole stranieri".

    "Chiedo a tutti quelli che hanno combattuto con me contro la guerra e l'occupazione di aiutarmi".

    Il video-appello

    redazione@reporterassociati.org

    alp

     E' viva
    Diffuso un video: in lacrime Giuliana parla in italiano e in francese. Si rivolge al compagno Pier Scolari, alla famiglia, "alle persone che hanno lottato contro l'occupazione e a tutto il popolo italiano". "Aiutatemi a chiedere al Governo il ritiro delle truppe italiane"
    Italia - Milano - 16.2.2005
     
    Onorevoli Senatori
    Lettera aperta di Gino Strada ai membri del Senato
    In occasione del voto parlamentare sul rifinanziamento della missione italiana in Iraq, il chirurgo fondatore di Emergency rivolge un appello ai Senatori

    Onorevoli Senatori,

     
    In questo momento siete riuniti per votare sul rifinanziamento della “missione italiana” in Iraq. La nostra Costituzione, al suo Articolo 11, ripudia la guerra. L'Italia ripudia la guerra. Quel voto non dovrebbe esistere, dovrebbe essere scontato che i membri del Parlamento rispettino la Costitu­zione. E' grave che si riuniscano per decidere se violarla o meno.
     
    Vi scrivo da cittadino italiano, perché ho visto troppe volte governi di colore e segno “diverso” calpestare quella Costituzione e quell'articolo: il ripudio della guerra.

    Vi scrivo perché mi preoccupa sapere che il mio Paese, a cui tengo molto, è in mano a persone che non provano orrore, sgomento, ribrezzo all'idea di uccidere. Chiunque sia la vittima, sia chiaro.
     
    Di fronte alla guerra – che altro non è se non l'orrendo macello che abbiamo visto nei decenni passati, anche nel nostro Paese – non possono esistere categorie né giudizi politici. Perché la guerra nega il diritto alla vita per qualcuno, e nessuna “politica” può esistere se gli esseri umani mancano all'appello, ammazzati dalla guerra. Il non uccidere non è solo un comandamento cristiano, è un imperativo assoluto che deve valere per tutti e per ciascun essere umano.

    Non si può accettare di uccidere, anche se in modi indiretti: se lo si fa, parole come democrazia e giustizia, come diritti e solidarietà, come cultura e convivenza civile perdono ogni significato.

    Sono convinto che la scelta per la pace e contro la guerra, per la vita e contro la morte, non possa essere soggetta agli andamenti della politica, ma debba sempre costituire il fondamento comune ad ogni politica.
     
    Non dovreste votare, Onorevoli Senatori, dovreste piuttosto fermarvi a riflettere, specie oggi che ancora una volta una cittadina italiana è a rischio della vita per la guerra e per la sua logica, per quella sovversione totale di ogni regola che la guerra comporta.

    Giuliana è una amica, e ciò rende tutto più doloroso, ma ci siamo impegnati in passato anche per cercare di aiutare persone che neppure conoscevamo.

    Non ci devono essere truppe italiane a partecipare a una aggressione e a una occupazione militare. E' contro la Costituzione, ed è anche contro la coscienza di molti, l'essere di fatto complici degli orrori che abbiamo visto in questi anni in Iraq, dai bombardamenti ai sequestri, dalle autobombe alle cannonate, alle esecuzioni, alle sgozzature, alle torture.
     
    Uscire dalla guerra aiuterà non solo Giuliana e gli altri ostaggi, aiuterà milioni di cittadini iracheni che non ne possono più di guerra, a quasi due anni dalla “liberazione”. Purtroppo non potrà aiutare gli oltre centomila che sono morti in questi anni - come al solito, bambini e donne in prima fila.

    Ma potrebbe aiutare anche noi italiani a riprendere un po’ di fiducia nella Costituzione, vedendola per una volta rispettata. E ci farebbe bene sapere che i nostri politici ritengono la guerra un crimine e magari, con un atto di orgoglio nazionale, decidono di riportare a casa “i nostri ragazzi”.

    Vogliamo che tornino tutti, sani e salvi, gli amici e quelli che non conosciamo, i civili e i militari. Vogliamo che si smetta di morire in Iraq e negli altri orrendi luoghi di guerra del pianeta.

    Sono certo che sia un sentire condiviso, e che la maggioranza degli italiani vuole che l'Italia esca dalla guerra.

    Gino Strada

    Fonte: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=1388

     
    harmonia

    scritto da alp | 18:11 | commenti Torna su
    Categoria:

     
     

    Giuliana non posso essere sorda al tuo grido di dolore, alla tua supplica a mani giunte, alle tue lacrime trattenute.

    Lotto come posso con te, unendo la mia voce a quella del tuo drammatico appello 

    Liberiamo la pace

    DOCUMENTO
    Il testo integrale
    dell'appello di Giuliana Sgrena

    Ecco le parole di Giuliana Sgrena, ripresa dai suoi rapitori con uno sfondo bianco. La giornalista lancia il suo appello prima in italiano e poi in francese.

    "Sono in Iraq dalla fine di gennaio, per testimoniare la situazione di questo popolo, che muore ogni giorno, migliaia di persone sono in prigione, bambini, vecchi, le donne sono violentate e la gente muore ovunque, per strada, non ha più niente da mangiare, non ha più elettricità, non ha acqua."

    "Vi prego mettete fine all'occupazione, lo chiedo al governo italiano, lo chiedo al popolo italiano perché faccia pressione sul governo. Pierre aiutami, per piacere, fai vedere le foto dei bambini colpiti dalle cluster bomb, chiedo alla mia famiglia di aiutarmi, chiedo a tutti, a tutti quelli che hanno lottato con me contro la guerra, contro l'occupazione, vi prego, aiutatemi".

    "Questo popolo non deve più soffrire, così, ritiratevi dall'Iraq, nessuno deve più venire in Iraq, perché tutti gli stranieri, tutti gli italiani qui sono considerati nemici, per favore fate qualcosa per me. "Pierre, aiutami tu, sei sempre stato con me in tutte le mie battaglie, ti prego aiutami a chiedere il ritiro delle truppe, fai vedere tutte le foto che ho fatto, questo popolo non vuole occupazione".

    "Aiutami, aiutatemi, la mia vita dipende da voi, fate pressioni sul governo perché ritiri le truppe. Conto su di voi, potete aiutarmi. Bisogna mettere fine
    all'occupazione, la situazione qui è intollerabile, i bambini muoiono, la gente muore di fame per strada, le donne vengono violentate, bisogna ritirare le truppe. "Pierre aiutami, fai vedere le foto che ho fatto dei bambini colpiti dalle cluster bombs, fai vedere quel che ho fatto per le donne. Nessuno dovrebbe venire in Iraq in questo momento, neanche i giornalisti, nessuno".

    AIUTIAMOLA FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE INVOCHIAMO PACE, PACE e ancora PACE. 

    scritto da cucciolo52 | 14:57 | commenti Torna su
    Categoria:

     

    LIBERIAMO LA PACE
    Giuliana, Florence, Hussein
    tutti gli ostaggi e il popolo iracheno

    Manifestazione nazionale del 19 febbraio 2005


    Centinaia le adesioni alla manifestazione proposta da il manifesto, si mobilitano anche gli operatori dell’informazione

    Sono ormai centinaia le adesioni alla manifestazione proposta dal quotidiano il manifesto per il 19 febbraio. Associazioni e reti laiche e cattoliche (dall’Arci ad Emergency, dall’Agesci alla Tavola della pace, dal Forum del Terzo Settore all’Assopace, dal Gruppo Abele a Pax Christi, dai vari Fori Sociali alle Donne in Nero, dalle Acli a Legambiente, da Rete Lilliput ai francescani del Sacro Convento di Assisi….), testate (da L’Unità a Diario, da Europa a Liberazione, da Testimonianze a Carta…), sindacati (Cgil, Cisl e Uil, Fiom, sindacati di base, Rsu), partiti (l’Unione e molti dei partiti che ne fanno parte, con le loro organizzazioni giovanili), Enti locali (gli Enti locali per la pace, la rete del nuovo Municipio, singoli comuni), Ong (da un Ponte per… a Mani Tese a Save the Children…), organizzazioni di studenti.

    E inoltre centinaia di singoli cittadini, politici, intellettuali, artisti e tantissimi operatori dell’informazione, che hanno sottoscritto un appello specifico e che sfileranno con un loro striscione.

    L’appuntamento è quindi peril prossimo 19 febbraio a Roma, per dar vita aun corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica, e si concluderàal Colosseo. Sono previsti gli interventi di Gabriele Polo, direttore de il manifesto, Giovanni Di Lorenzo, direttore di Die Zeit (la rivista a cui Giuliana collaborava) e Serge July, direttore di Liberation, il quotidiano di Florence Aubenas.

    La manifestazione verrà chiusa da un concerto, per il quale hanno già dato la loro disponibilità Caparezza, Assalti Frontali, Tetes di Bois, Richi Gianco e Maurizio Camardi, Enzo Avitabile, Folkabestia, Jamal Ouassini, Noureddine, Rashmi Bhat, e probabilmente altre adesioni arriveranno nelle prossime ore.

    Il sito del Comitato fermiamo la guerra (www.fermiamolaguerra.it) ospiteràle informazioni sulla manifestazione, i materiali di promozione,l’elenco delle adesioni, gli appelli internazionali. Sul sito, nella sezione “Documenti di adesione” è presente il testo dell’appello rivolto ai giornalisti con le prime adesioni.

    E’ attiva una segreteria organizzativa (segreteria@mow.it) che dalle 9.30 alle 16 risponderà al numero 0641609503. Le adesioni vanno inviate a adesioni@mow.it.

      
    scritto da alp | 06:53 | commenti Torna su
    Categoria: manifestazioni



    martedì, febbraio 15, 2005
     
     

    Esportazione della democrazia e affini

    Il plutonio della Corea del Nord fu fornito dall'azienda di Rumsfeld

    di Alessandro Marescotti

     

     

    vai all'editoriale
    Mentre la Casa Bianca lancia l'allarme sulle "atomiche nord coreane" emergono inconfessabili responsabilità.
    Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa, dal 1990 al 2001 è stato direttore della multinazionale ABB, con sede a Zurigo, che ha fornito i reattori nucleari a Pyongyang. Con la ABB ha guadagnato 190 mila dollari all'anno.

    Mentre la Casa Bianca lancia l'allarme sulle "atomiche nord coreane" emergono inconfessabili responsabilità.
    Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa, dal 1990 al 2001 è stato direttore della multinazionale ABB, con sede a Zurigo, che ha fornito i reattori nucleari a Pyongyang. Con la ABB ha guadagnato 190 mila dollari all'anno.

    Mentre la Casa Bianca lancia l'allarme sulle "atomiche nord coreane" emergono inconfessabili responsabilità.
    Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa, dal 1990 al 2001 è stato direttore della multinazionale ABB, con sede a Zurigo, che ha fornito i reattori nucleari a Pyongyang. Con la ABB ha guadagnato 190 mila dollari all'anno.

    11 febbraio 2005
    L'articolo si trova all'indirizzo: http://italy.peacelink.org/editoriale/articles/art_9556.html.

    Immagino che simili notizie non vengano date a cuor leggero, ma sono incredula di fronte a tutto ciò che viene attribuito a compagnie in cui ha interessi Rumsfeld. Com'è possibile che l'uomo abbia le mani in pasta in tante organizzazioni e che abbia una tale mancanza di scrupoli? E, se le informazioni sono vere, com'è possibile che l'uomo l'abbia fatta franca, anzi abbia aumentato il suo potere, fino a oggi? E chissà fino a quando?

     

    scritto da harmonia | 10:31 | commenti Torna su
    Categoria:



    sabato, febbraio 12, 2005
     
    Arci Genova sta valutando la possibilita'di organizzare un pullman per favorire la partecipazione alla manifestazione indetta sabato 19 febbraio a roma
    (appuntamento piazza della Repubblica ore 14.00)
    per la liberazione di Giuliana Sgrena.
    Questa manifestazione è promossa dal Manifesto, e sta raccogliendo numerose adesioni di associazioni, comitati, organizzazioni sindacali.
    Sara' importante essere in molti/e
    Chi ritiene di essere interessato ad un posto in pulman (andata e ritorno
    genova-roma, 27 euro a persona) puo' mandare un email a
    testoni@arciliguria.it, o telefonare a 347-8437722 (Laura Testoni)
    Sulla base delle pre-adesioni ricevute ENTRO LUNEDI' MATTINA confermeremo il pullman (avvisando tutte le persone interessate).
    llewal  
     
    scritto da alp | 14:34 | commenti Torna su
    Categoria:



    venerdì, febbraio 11, 2005
     
     No-news-letter speciale di Carta
    11 febbraio 2005

    ***** Ognuno può fare qualcosa per Giuliana *****

    Questo messaggio è un appello, che si assomma a quelli che il manifesto sta
    lanciando ogni giorno, e a moltissimi altri. Ognuno può fare qualcosa perché
    Giuliana Sgrena, Florence Aubenas e il suo interprete, Hussein, vengano
    restituiti sani e salvi alle loro famiglie, ai loro compagni, al loro
    prezioso lavoro. Carta si rivolge ai suoi lettori e abbonati, ai suoi soci,
    ai cantieri sociali e ai nuovi municipi, a chiunque è in grado di
    raggiungere.
    Sabato 19 febbraio, ore 14, piazza Esedra, a Roma. Annotate questo
    appuntamento nella vostra agenda. A salvare le due Simone, mesi fa, fu certo
    la trattativa, che richiede riservatezza, ma furono anche le mobilitazioni,
    le marce, il clima di partecipazione che si era creato in Italia e non solo.
    Oggi dobbiamo moltiplicare gli sforzi. E far sì che la manifestazione per la
    pace proposta dal manifesto riesca grande, e plurale, come i memorabili
    cortei del 2003 e del 2004. È possibile. Basta che i milioni che appesero le
    bandiere arcobaleno ai loro balconi sentano che dalla sorte di Giuliana
    dipende quella della verità su quel che accade in Iraq, ovvero la
    possibilità di conquistare la pace, dopo tanto sangue.
    Ma ciascuno può fare qualcosa ­ e moltissimi già lo stanno facendo ­ nella
    sua città: incontri e dibattiti, marce e fiaccolate, le foto di Giuliana e
    Florence affisse ovunque, a partire dagli edifici pubblici, appelli e ­
    semplicemente ­ un lavoro minuto e diffuso perché chiunque conosca il nome
    di Giuliana, chi è, qual è il suo lavoro.
    Le adesioni alla manifestazione e gli annunci di ogni tipo di iniziativa
    vanno inviate a adesioni@mow.it.
    Nel sito di Carta, come in quello del manifesto, vi sono aggiornamenti
    continui. Una pagina speciale è in allestimento sul sito del Comitato
    Fermiamo la guerra.
    http://www.carta.org/

    * Pagina speciale dedicata a Giuliana *
    http://www.carta.org/cantieri/sgrena/index.htm

    * Aggiornamenti *
    http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/
    scritto da alp | 16:09 | commenti (1) Torna su
    Categoria: iraq giornali



    mercoledì, febbraio 09, 2005
     

    Forum del Movimento Contro la Guerra

    Firenze 25/26/27 Febbraio
    Facoltà di Architettura
    P.za Ghiberti 27

    Presentazione:

    Forum del Movimento contro la Guerra

    Il Forum del Movimento contro la guerra si pone la finalità di rafforzare il movimento per la pace, contro gli assetti di potere e le politiche economiche che sostengono la guerra, facilitando il passaggio a una fase nuova di campagne locali e nazionali, di costruzione di reti, di coordinamento di lotte reali e vertenze. I lavori del Forum vogliono coinvolgere le realtà diffuse, le esperienze di base locali e le realtà nazionali, singole e singoli, interessate/i all’approfondimento e alla partecipazione.

    I presupposti di ricerca di unità da valorizzare nello svolgimento del Forum sono inseparabili da quelli di radicalità.

    Il Forum del Movimento contro la guerra si pone anche l’obiettivo di esprimersi con una posizione di estrema chiarezza sulla guerra preventiva e permanente, sul ritiro di tutte le forze di occupazione dall’Iraq e dalla Palestina, sulla ricerca e attuazione di processi di pace nelle aree di conflitto dell’Africa, dell’America Latina, dell’Asia, del Caucaso…, sulle violazioni e sulle minacce di aggressione che incombono su tante aree e tanti popoli, sui diritti delle minoranze oppresse.

    Una strategia di pace che sia un’uscita risolutiva dal sistema di guerra e da ogni forma di militarizzazione del territorio e delle relazioni internazionali, che costruisca un’alternativa concreta, basata sulla diplomazia dal basso, sull’interposizione non violenta, sulla cooperazione e convivenza tra i popoli.

     

    scritto da harmonia | 17:21 | commenti (1) Torna su
    Categoria:



    sabato, febbraio 05, 2005
     
    Giuliana Sgrena. Colibrì colorato
    5 febbraio 2005
    Un altro bel messaggio per il manifesto e per Giuliana: questo volta è l'associazione LibLab - Libero Laboratorio [www.liblab.it]:
    "Spesso ci sono momenti della vita che ci colpiscono e per un attimo ci rendono vulnerabili, ma noi siamo i cucù e i colibrì delle favole africane che nel loro piccolo contrastano gli incendi e i leoni delle foreste, siamo contro tutte le devastanti guerre che incendiano ogni giorno il mondo, siamo i cittadini della parola che si trasforma in fatti tangibili, siamo attivamente promotori di pace, di libertà e a fianco dei popoli per sostenere la loro indipendenza, come la vostra Giuliana, colibrì colorato e messaggera di pace. Siamo di parte, siamo con voi al vostro fianco, vicini all'impegno di lunghi anni di lotte che sono anche le nostre, sempre partigiani di iridati sogni di pace".


     
    scritto da alp | 17:56 | commenti Torna su
    Categoria: iraq giornali

     

    Il ritratto di una reporter forte e fragile
    Iraq/Rapimento. Chi l'ha rapita ha preso un abbaglio
     A. G.
     

    Giuliana è forte e fragile al tempo stesso. Fa una certa impressione, in queste ore, saperla in mano a chissà chi. Proprio lei che è donna di pace, di dialogo, espertissima di mondo arabo e giornalista sempre in prima linea tra le tante contraddizioni mediorientali, fin da quando il fondamentalismo islamico deflagrò in Algeria (è stata la prima reporter a dirci quello che accadeva incredibilmente ad Algeri, che tutti reputavamo capitale di un paese laico e progressista). Poi è andata più volte, dopo il tragico 11 settembre 2001, in Afghanistan e Iraq a raccontarci l'orribile risposta di guerra al folle terrorismo.
    Giuliana ha scritto centinaia di articoli sul Medio Oriente e sul conflitto Israele-Palestina. Ha scritto pure dei libri su quegli stessi argomenti. Ha pure studiato l'arabo per saperne di più. E, molto spesso, le sue vacanze le trascorre negli altri paesi arabi che non frequenta per lavoro.
    Lei è forte nelle sue convinzioni politiche e giornalistiche, come sa esserlo una donna nata tra le montagne della Val d'Ossola. Ha studiato a Milano, dove negli anni Settanta ha fatto parte del Movimento studentesco di Mario Capanna e Luca Cafiero. Poi, nei primi anni Ottanta, è venuta a vivere a Roma, lavorando prima nella redazione del giornale del Pdup e poi di "Pace e guerra". Nel 1988 è entrata nel "manifesto" portando il suo bagaglio fatto di esperienze, idee e conoscenza delle lingue straniere. Con lei, è sempre un piacere discutere e informarsi. Lo sanno non solo tutti i suoi amici, ma pure i colleghi – italiani e stranieri – che la stimano e la coccolano.
    Giuliana, però, come tutti noi, ha un lato fragile. La sua emotività, a volte, prende il sopravvento. Ha spesso bisogno di amicizia, conforto, tenerezza solidale e condivisione. Per questo, è importante – proprio in queste ore – farle sentire tutta la nostra amicizia e solidarietà.
    Chi l'ha rapita deve sapere di aver preso un abbaglio. A meno che non si voglia colpire chi proprio racconta la guerra per rendere più forti le ragioni della pace.
     
     http://www.aprileonline.info/articolo.asp?ID=3245&numero=193

    scritto da alp | 06:56 | commenti Torna su
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    venerdì, febbraio 04, 2005
     
    Giuliana Sgrena rapita in Iraq
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    Giuliana Sgrena è stata rapita oggi a Baghdad da uomini armati.
    Secondo l’interprete, era appena uscita dalla moschea Al Mustafah, dove voleva parlare con le famiglie dei rifugiati da Fallouja. L’auto è stata fermata da uomini armati, che hanno fatto scendere l'interprete e l'autista. Mentre la portavano via, Giuliana ha chiamato al telefono la giornalista Barbara Schiavulli, con cui spesso lavorava, e lei ha sentito rumori di sottofondo, una raffica di colpi e passi sulla strada bagnata. Abbiamo avuto così la notizia.

    04/02/2005

     fonte: http://www.ilmanifesto.it/pag/sgrena/
    scritto da alp | 19:31 | commenti (1) Torna su
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    mercoledì, febbraio 02, 2005
     

     Crimini di guerra

    photo

    Un'esplosione nucleare sull'atollo di Mururoa (non meglio specificata).

    La notizia è che Rumsfeld, Segretario alla Difesa U. S:, ha chiesto di riprendere un supersegreto programma di ricerca nel campo degli armamenti nucleari.

    Fonte: "Rumsfeld asks for restoration of nuclear 'bunker buster' program"

    http://us.rd.yahoo.com/dailynews/photos/recip/story/*http://story.news.yahoo.com/news?tmpl=story&u=/afp/usweaponsnuclear

    scritto da harmonia | 08:58 | commenti (1) Torna su
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