about
Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it ![]() ![]() Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà. ![]() |
:
adozioni a distanza
appelli
argentina
armi
bambini in guerra
centri
contro la pena di morte
costituzione
detenzione
diaro di augusta
diritti
emergency
etiopia
guerrenelmondo
intercultura
intervista
iraq giornali
manifestazioni
news
non violenza
opinioni degli altri
pacifismo
palestina
politica
putin
russia
sottoscrivi per emergency
storia
torture
traffico armi
uranio
usa
vicenza
vietnam
vignette
zapatisti
riferimenti
Bloggerscontroguerradona
Battello Ebbro
AgliIncrocideiventi
Adista
Emergency
Il Manifesto
Amnesty
Indymedia
Peacelink
Reporter Associati
Peacereporter
Un ponte per
<$$>
blog archivio
Il 23 ottobre in Brasile sì alla vita delle persone, sì al divieto di uccidere, sì all'abolizione del mercato delle armi
DOC 3
Il documentario d’autore.
Scienza, società’ costume, scenari naturalistici.
Grandi e piccole storie per riflettere e per interpretare il mondo che ci circonda
Bimbi neri notti bianche
di Giulio Manfredonia
con Giobbe Covatta
Lunedì 12 settembre 2005 ore 23.20
I “bimbi neri” sono le migliaia di bambini di etnia Acholi, che ogni notte devono allontanarsi dai loro villaggi nel Nord dell’ Uganda per sfuggire ai soldati dell’esercito ribelle di Joseph Kony. 
Approfittando della notte i guerriglieri entrano nei villaggi bruciano tutto, uccidono e violentano gli adulti, saccheggiano e rapiscono tutti i bambini tra i 5 e i 15 anni. Li trascinano a forza nei campi di addestramento in Sudan, li picchiano, li affamano, li costringono ad uccidere i propri amici a bastonate.
Finito questo “addestramento”, li obbligano a tornare in Uganda per assaltare i villaggi, uccidere i propri fratelli e rapire altri bambini che diventeranno a loro volta soldati.
Giobbe Covatta nei panni di un surreale DJ ambulante gira in lungo e in largo le strade del nord dell’Uganda per raccontare la storia di tre fratellini Acholi: Maria, Pasquale e Jean Paul.
A bordo di una radio-jeep Giobbe entra nei campi profughi, nei villaggi devastati, negli ospedali, nei centri di recupero, e, dovunque va, riesce in una mission che forse è possible solo per uno come lui.
| Stati Uniti d'America - 02.9.2005 |
| New Orleans, vicino a Tikrit |
| Lettera aperta di Michael Moore al presidente George W. Bush |
|
|
|
Caro signor Bush,
hai idea di dove sono tutti i nostri elicotteri? Siamo al quinto giorno dal ciclone Katrina e migliaia di persone sono bloccate a New Orleans e hanno bisogno di essere portate via. Dove diavolo hai messo tutti i nostri elicotteri militari? Hai bisogno di aiuto per trovarli? Io una volta ho perso la macchina in un parcheggio di Sears. Wow, è stato davvero un casino.
E poi, hai idea di dove sono tutti i nostri uomini della Guardia Nazionale? Ci farebbero veramente comodo adesso per quel genere di cose per le quali si sono arruolati, tipo dare una mano in caso di catastrofe nazionale. Com’è che non erano lì?Giovedì scorso ero nel sud della Florida, seduto all’aperto, e l’occhio del ciclone Katrina mi è passato sopra la testa. In quel momento era solo di categoria 1, ma è stato comunque parecchio tosto. Sono morte undici persone e, ad oggi, ci sono ancora case senza elettricità. Quella notte le previsioni del tempo hanno detto che la tempesta si stava dirigendo verso New Orleans. Ed era giovedì! Non te l'ha detto nessuno? So che non volevi interrompere le vacanze e so quanto ti dispiaccia ricevere brutte notizie. E poi avevi degli amici che raccolgono fondi per te da andare a trovare e delle madri di soldati uccisi da ignorare e denigrare. Certo che gliel’hai fatta vedere!
In particolare mi è piaciuto come, il giorno dopo il ciclone, invece di prendere un aereo e precipitarti in Louisiana, sei andato a San Diego a far festa con i tuoi colleghi amichetti. Ma non lasciare che la gente ti critichi per questo – dopo tutto, il ciclone era finito, e tu che diavolo potevi fare, tamponare la falla con un dito? E non ascoltare quelli che, nei prossimi giorni, riveleranno come quest’estate hai puntualmente ridotto il budget del genio militare destinato a New Orleans per il terzo anno di fila. Tu digli solo che anche se non avessi tagliato i fondi per sistemare quegli argini, non ci sarebbero comunque stati ingegneri dell’esercito per aggiustarli perché c’era un lavoro di costruzione molto più importante di cui si dovevano occupare – COSTRUIRE LA DEMOCRAZIA IN IRAQ!
Il terzo giorno, quando finalmente sei partito dalla casa delle vacanze, devo ammettere che mi ha commosso il modo in cui hai fatto scendere dalle nuvole il tuo Air Force One volando sopra New Orleans per dare un’occhiata al disastro. Hey, lo so bene che non potevi mica fermarti, prendere in mano un megafono in piedi tra le macerie e comportarti come un comandante in carica. Quello l'hai già fatto. Ci saranno quelli che cercheranno di politicizzare questa tragedia e di usarla contro di te. Tu fa’ in modo che la tua gente sottolinei questa cosa. Non rispondere a niente. Anche quei fastidiosi scienziati che avevano previsto che tutto questo sarebbe successo perché l’acqua nel Golfo del Messico sta diventando sempre più calda, rendendo inevitabile una tempesta come questa. Ignorali, loro e tutti i loro chiacchiericci sul riscaldamento della terra. Non c’è niente di insolito in un ciclone tanto grande quanto un tornado della massima forza distruttiva che si estende da New York a Cleveland.No, signor Bush, tira dritto per la tua strada. Non è colpa tua se il 30% degli abitanti di New Orleans vive in miseria, o se decine di migliaia di loro non avevano mezzi di trasporto per lasciare la città. Andiamo, sono neri! Cioè, non è mica come se una cosa del genere fosse successa a Kennebunkport. Ti immagini, lasciare dei bianchi sui tetti per cinque giorni? Ma non farmi ridere! La razza non ha niente – NIENTE – a che vedere con tutto questo!
Tieni duro, signor Bush. Cerca solo di trovare qualcuno dei nostri elicotteri e mandali là. Fa’ finta che la gente di New Orleans e la costa del Golfo del Messico siano vicini a Tikrit.
Tuo
Michael Moore
|