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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it ![]() ![]() Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà. ![]() |
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| APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI Assassinio di Nicola Calipari, Siamo tutti parte lesa! |
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Raccogliamo l'appello del Coordinamento Nazionale Antimafia - Associazione di Impegno Civile Chiediamo al Presidente della Repubblica ,nella cui persona riponiamo la nostra fiducia,di rendersi interprete di questa istanza e garante, come dell’unità, anche della dignità della Nazione. La società civile,gli studenti, il mondo della cultura,dello spettacolo e dello sport, i rappresentanti delle Istituzioni e della politica, i media, a non spegnere i riflettori sul caso Calipari e ad unirsi a noi nella sottoscrizione e diffusione di questo appello. Tra i primi firmatari: Elisabetta Baldi Caponnetto, Adriana Musella, Dario Fo, Salvatore Calleri, Alfredo Galasso, Michele Santoro, Guido Ruotolo, Sandro Ruotolo, Carlo Lucarelli, Francesco La Licata, Maurizio Tropeano, Massimo Del Papa, Giuseppe Giulietti, Tommaso Fulfaro, Federico Orlando, Gianni Rossi, Giorgio Santelli, Stefano Corradino, Ennio Remonino, Gianni Rosi, Paolo Martini, Loris Mazzetti, Pino Finocchiaro, Raffaele Di Maio, Nella Condorelli, David Sassoli, Vincenzo Vasile |
PIETRO PETRUCCI: 22 anni, di Casavatore (Napoli), caporale dell'esercito. Ne era stata dichiarata la morte cerebrale poche ore dopo la strage. Poi è stata staccata la spina della macchina che lo teneva in vita. Petrucci era un volontario in ferma breve e in missione in Iraq con l'incarico di conduttore di automezzi.
DOMENICO INTRAVAIA:46 anni, di Monreale, appuntato dei Cc in servizio al comando provinciale di Palermo; sposato e con due figli di 16 e 12 anni. Lascia anche l' anziana madre, il fratello gemello e due sorelle. Era partito per l'Iraq quattro mesi fa e sarebbe dovuto rientrare fra tre giorni. Era già stato in missione a Sarajevo. I due figli tenevano un calendario da cui cancellavano i giorni che mancavano al ritorno del padre. La notizia ha gettato la moglie nella disperazione: «Voglio morire, senza mio marito la mia vita non ha senso».
ORAZIO MAJORANA:29 anni, di Catania, carabiniere scelto in servizio nel battaglione Laives-Leifers in provincia di Bolzano. L'anziano padre ha appreso la notizia in Svizzera, dove si trovava per sottoporsi ad alcune visite mediche. È rientrato d' urgenza a Catania.
GIUSEPPE COLETTA:38 anni, originario di Avola (Siracusa) ma da tempo residente a San Vitaliano, in Campania, vicebrigadiere in servizio al comando provinciale di Castello di Cisterna (Napoli); sposato e padre di una bambina di due anni.
GIOVANNI CAVALLARO: 47 anni, nato in provincia di Messina e residente a Nizza Monferrato, maresciallo in servizio al comando provinciale di Asti. Era noto con il soprannome di 'Serpicò. Lascia la moglie e la piccola Lucrezia, 4 anni. Era già stato impegnato in altre missioni in Kosovo e in Macedonia. Era da tre mesi in Iraq e stava per rientrare a casa. Ieri sera aveva telefonato alla moglie: «Sto preparando la mia roba, sabato finalmente torno da te e da Lucrezia. Ho voglia di abbracciarvi».
ALFIO RAGAZZI: 39 anni, maresciallo dei carabinieri in servizio al Ris di Messina, sposato e con due figli di 13 e 7 anni. Era partito in luglio e sarebbe dovuto rientrare a Messina sabato prossimo: i familiari stavano già preparando la festa. Era specializzato nelle tecniche di sopralluogo e rilevamento e il suo compito era quello di istruire la polizia locale.
IVAN GHITTI: 30 anni, milanese, carabiniere di stanza al 13/mo Reggimento Gorizia. Era alla sua quarta missione di pace all' estero, dopo essere stato tre volte in Bosnia. Lascia i genitori e una sorella. Ieri sera lo hanno sentito per l' ultima volta al telefono: «Era assolutamente sereno e tranquillo».
DANIELE GHIONE:30 anni, di Finale Ligure (Savona), maresciallo dei carabinieri in servizio nella compagnia Gorizia. Era Sposato da poco. Era stato ausiliario dell' Arma, poi si era congedato e iscritto all' Associazione carabinieri in congedo. Era ritornato ad indossare la divisa vincendo un concorso per maresciallo.
ENZO FREGOSI:56 anni, ex comandante dei Nas di Livorno dove viveva con la famiglia. Lascia moglie e due figli, un maschio, anche lui carabiniere, e una ragazza che studia all'Università. Era partito per l' Iraq il 17 luglio scorso e stava rientrare in Italia. A casa stavano già preparando la festa per il suo ritorno.
ALFONSO TRINCONE:44 anni, era originario di Pozzuoli (Napoli) ma risiedeva a Roma con la moglie e i tre figli. Il sottufficiale era in forze al Noe, il Nucleo operativo ecologico che dipende dal Ministero dell' Ambiente.
MASSIMILIANO BRUNO:40 anni, maresciallo dei carabinieri di origine bolognese, biologo in forza al Raggruppamento Investigazioni scientifiche (Racis) di Roma. Viveva con la moglie a Civitavecchia. I genitori e un fratello vivono a Bologna.
ANDREA FILIPPA: 33 anni, torinese, carabiniere dall' età di 19. Era esperto di missioni all' estero che lo tenevano costantemente lontano da casa. Prestava servizio a Gorizia presso il 13/o Battaglione Carabinieri. Viveva a San Pier D' Isonzo insieme alla giovane moglie, sposata nel 1998.
FILIPPO MERLINO:40 anni, originario di Sant' Arcangelo (Potenza), sposato. Con il grado di maresciallo comandava la stazione dei carabinieri di Viadana (Mantova). È morto nell' ospedale di Nassirya dove era stato portato gravmente ferito.
MASSIMO FICUCIELLO:35 anni, tenente dell' esercito, figlio del gen. Alberto Ficuciello. Funzionario di banca, aveva chiesto di poter tornare in servizio attivo con il suo grado di tenente proprio per partecipare alla missione «Antica Babilonia». Grazie alla sua conoscenza delle lingue era stato inserito nella cellula Pubblica Informazione del col.Scalas. Questa mattina aveva avuto l' incarico di accompagnare nei sopralluoghi i produttori di un film-documentario sui «Soldati di pace». Prima dell' attentato, il titolo, provvisorio, era stato cambiato in «Babilonia terra fra due fuochi».
SILVIO OLLA: 32 anni, dell' isola Sant' Antioco (Cagliari), sottufficiale in servizio al 151/o Reggimento della Brigata Sassari. Figlio di un maresciallo e fratello di un carrista. Laureato in Scienze Politiche, Olla era in forza alla cellula Pubblica Informazione. È morto insieme al ten.Ficuciello mentre accompagnava nei sopralluoghi i produttori del film. La conoscenza dell' inglese e dei rudimenti dell' arabo lo avevano fatto diventare uno dei punti di riferimento per i giornalisti.
EMANUELE FERRARO: 28 anni, di Carlentini (Siracusa), caporal maggiore scelto in servizio permanente di stanza nel 6/o Reggimento trasporti di Budrio (Bologna).
ALESSANDRO CARRISI: 23 anni, di Trepuzzi (Lecce), caporale volontario in ferma breve, anche lui in servizio nel 6/o Reggimento trasporti di Budrio. Era partito per l' Iraq da poche settimane. Lascia i genitori, un fratello e una sorella. Ieri sera l'ultima telefonata a casa: «Tutto va bene. Sto andando a letto».
LE DUE VITTIME CIVILI - Nell'attentato sono state coinvolte anche due civili. Si tratta dell'aiuto regista Stefano Rolla, 65 anni di Roma, che stava facendo i sopralluoghi per un film documentario che avrebbe dovuto girare il regista Massimo Spano e di Marco Beci, 43 anni, funzionario della cooperazione italiana in Iraq.
Alessio Di Florio
http://db.peacelink.org/tools/author.php?l=alessio
Note:
| IRAQ - INCHIESTA ESCLUSIVA DI RAINEWS24 “Sì ho visto dei corpi bruciati. Il fosforo bianco brucia, scioglie la carne, scioglie i corpi…” |
di Redazione"Ho sentito io l'ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie". E' questa la tremenda testimonianza che Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq, ha rilasciato a Sigfrido Ranucci, inviato di Rai News 24 e autore dell’inchiesta “Fallujah. La strage nascosta”. Dall'inchiesta risulta l'uso da parte dell'esercito americano di agenti chimici, come il Fosforo Bianco in zone dove erano presenti civili. (l'inchiesta esclusiva sara' trasmessa martedi' 8 novembre alle 7:35 su Raitre) Per tutti gli approfondimenti www.rainews24.it |
LA GUERRA SPORCA CONDOTTA NELL’OFFENSIVA DI NOVEMBRE CONTRO LA ROCCAFORTE DELLA GUERRIGLIA
«Gli Usa presero Falluja con napalm e fosforo»
Un documentario di Rai News 24 accusa il Pentagono
Torna a galla un tema dimenticato, uno di quegli argomenti che la nostra mente è propensa accantonare nell'illusione che il cambio di millennio abbia cambiato anche il mondo. Questa mattina «Rai News 24» manderà in onda un documentario che si annuncia straordinario, è una ricostruzione del secondo attacco a Falluja, ovvero dell'operazione che nel novembre scorso truppe americane e battaglioni della Guardia nazionale irachena condussero nella provincia di Al Anbar nel tentativo di debellare la supremazia dei nuclei guerriglieri. Sulla scorta di immagini e testimonianze il programma rilancia la terribile accusa che a Falluja siano state adoperate bombe al fosforo e ordigni al «napalm». Il più tragico bombardamento al fosforo di cui si abbia memoria risale agli ultimi mesi della seconda guerra mondiale e investì Dresda, dove decine di migliaia di persone morirono bruciate, anche chi per ore era rimasto nei canali tentando di ricoprire d'acqua ogni lembo di pelle per sfuggire alla terribile sorte. Quanto al «napalm», basterebbero i ricordi del Vietnam. L'inchiesta di «Rai News 24» s'intitola «La strage nascosta» e afferma che le armi proibite sono tornate in uso a Falluja, il lavoro porta la firma di Sigfrido Ranucci e viene annunciato come molto documentato, conterrebbe le testimonianze di chi c'era non solo dalla parte delle vittime ma anche da quella dei militari. «Ho udito personalmente l'ordine di fare attenzione perché sulla città veniva usato il fosforo bianco», è per esempio il racconto un veterano statunitense. «Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini, il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato».