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L'AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE E LA LAICITA' DELLO STATO
Non trascorre giorno che il Vaticano, per bocca del cardinale Ruini, non dichiari la sua preoccupazione per quello che ritiene l'allontanamento dalle leggi di natura in materia di matrimonio, famiglia, concepimento, relazioni filiali eccetera. Non c'e' giorno che qualcuno, deputato, giornalista, scrittore, psicoanalista, filosofo eccetera, non dichiari che occorre
ritornare alla saldezza dei principi e dei valori, quando i padri facevano i padri e le madri si accontentavano di fare le madri, in casa. E poi si levano anche le parole di donne in carriera politica, le quali pure dichiarano che e' giusto elargire aiuti alla famiglia tradizionale, piuttosto che costruire nidi, scuole materne e altre strutture facilitanti il lavoro delle donne.
La difesa dei ruoli, asimmetrici, dell'antica tradizione gerarchica patriarcale, uniscono i religiosi delle tre fedi monoteiste ai "laici" di destra e, talvolta, anche di sinistra.
L'attacco contro la legge 194 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza non ha piu' di tanto suscitato a sinistra (intendendo sia il centro-sinistra che il vasto arcipelago dei gruppi) una reazione precisa e motivata. Percio' non bisogna sorprendersi piu' di tanto se il ministro della Sanita' chiede, con aria innocente, un'inchiesta per capire (hanno subito interpretato da parte cattolica) se c'e' stato un uso "facile" della certificazione per abortire nelle strutture pubbliche.
Di seguito si e' aggiunta la proposta di mettere accanto ai sanitari i volontari del Movimento per la Vita. Loro poi generosamente si sono detti favorevoli a fare posto anche ai volontari islamici. A ciascuno i suoi, presunti, fedeli.
Il cardinale Ruini, hanno scritto i quotidiani domenica 27 novembre, in occasione del congresso "Scienza ed etica per una procreazione responsabile", svoltosi all'Universita' Cattolica di Roma, e' di nuovo intervenuto "in difesa della vita e della famiglia" contro le unioni di fatto che minerebbero la percezione del matrimonio "come espressione e garanzia della natura stessa dell'amore umano". Benedetto XVI l'ha dichiarato di recente: la Chiesa ha la missione di difendere "la legge naturale" affinche' le leggi degli uomini ne siano la trasposizione normativa.
In una nota di commento a p. 55 di una versione del Corano (a cura di Hamza Roberto Piccardo, Newton, Roma 1996, e successive ristampe) approvata dall'Unione delle Comunita' ed Organizzazioni Islamiche in Italia, si legge che c'e' una superiorita' maschile relativa all'ambito domestico come conseguenza delle differenze fisiologiche e psicologiche perche' "la sensibilita' maschile e' per lo piu' esteriore, proiettata in un ambito extrafamiliare che tende a diventare pubblico e politico. Quella femminile e' interiore, attenta a se stessa, tesa alla protezione di quanto acquisito o all'axcquisizione di semplici mezzi di sostentamento e di sicurezza". Questo secolo appena iniziato appare colorato da una "modernita' liquida" (Bauman) di vari tipi di paure e incertezze. Una di queste riguarda gli uomini, la loro identita' "virile" fondata da tempi immemorabili sulla presunta debolezza e fragilita' "naturale" delle donne.
Se le cose possono cambiare, la Natura resta tale e quale: e' un universale, e' l'essenza della Vita.
Ha scritto Chiara Saraceno ("La Repubblica", 16 settembre 2005, Storia, crisi e trasformazione di un modello): "l'organizzazione familiare, sia dal punto di vista normativo che dei comportamenti pratici, rappresenta sempre un equilibrio storicamente e socialmente situato tra rapporti di sesso e
generazione, che sono anche rapporti di potere. E' un equilibrio che si costituisce in risposta a bisogni 'interni' (accudimento, riproduzione, sostegno), ma anche a circostanze esterne: situazione economica, demografica, politica. In altri termini, non vi e' nulla di naturale nella famiglia, che e una istituzione eminentemente sociale, percio' diversificata nello spazio e nel tempo".
L'attacco alla 194 si puo' leggere proprio anche come bisogno, comprensibile, di sicurezza collettiva attraverso la riaffermazione della famiglia come data per scontata, immutabile e naturale. Ci possiamo chiedere se anche noi donne fatichiamo a parlare, a prendere posizione come una
volta, perche' subiamo l'incertezza del vivere in un mondo in subbuglio e sentiamo, almeno un po', il richiamo dei fondamentalismi religiosi o laici come porti sicuri nei quali rintanarci pagando il prezzo della liberta'. *
Le firmatarie del presente documento, premesso tutto questo,
- dichiarano la loro opposizione allo smantellamento delle leggi 194 (maternita' responsabile) e 405 (consultori);
- chiedono che il centro-sinistra prenda posizione chiara ed inequivocabile sul primato dell'autoderminazione femminile e sulla laicita' dello stato;
- chiedono alle organizzazioni femminili e femministe, alle singole donne italiane e migranti, di sottoscrivere il presente appello in vista di mobilitazioni comuni.
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Prime firmatarie: Ileana Montini, psicologa e psicoterapeuta; Maria G. Di Rienzo, scrittrice; Lidia Menapace, Convenzione permanente donne contro le guerre; Mariangela Carlesso, erborista; Teresa Mazzina, giornalista; Franca Morigi, mediatrice culturale; Cristina Papa, redazione de "Il Paese delle Donne"; Marzia Brunello, impiegata; Vera Dalla Costa, impiegata; Annarita Dall'Agata, assistente sociale; Giovanna Corona, operaia; Daniela Danna, ricercatrice; Elisabetta Donati, sociologa; Mariella Scaioli, disegnatrice; Nicoletta Crocella, casa editrice Stelle cadenti; Daniela e Silvia Coassin, impiegate; Mariacristina Cappellazzo, dirigente; Anna Tamburini, pedagogista.
*
Per contatti: Ileana Montini: ileana.montini@tin.it, Maria G. Di Rienzo:sheela59@libero.it