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Parole contro la guerra







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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it


Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà.

Raduno dei bloggers contro la guerra
Sermide (Mantova)
Gennaio 2004

10 Euro per Emergency, entra nell'Esercito dei Bloggers che hanno deciso concretamente di dire NO alla guerra, facendo una donazione per Emergency.
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martedì, gennaio 10, 2006
 

COMUNICATO STAMPA                                          da  Managua, 17 dicembre 2005

 

 

 

LEADERS RELIGIOSI E PREMI NOBEL LANCIANO

UN APPELLO MONDIALE ALLA RESISTENZA CIVILE NONVIOLENTA

PER PORRE FINE ALL’OCCUPAZIONE MILITARE DELL’IRAQ

 

 

 

Lo scorso 17 dicembre tre Premi Nobel, esponenti di diverse religioni, obiettori di coscienza, rappresentanti di associazioni e movimenti nonviolenti e pacifisti di 16 nazioni hanno lanciato un Appello per promuovere a livello globale azioni di resistenza civile nonviolenta per “porre fine all’occupazione militare dell’Iraq da parte della Coalizione guidata dagli Stati Uniti”. Tra i primi firmatari anche Cindy Sheehan, madre del soldato ucciso in Iraq che nell’agosto 2005 si è accampata davanti al ranch di Bush per chiedere invano di parlargli. Nell’appello si propone come prima data quella del 19/20 marzo 2006, terzo anniversario dell’invasione statunitense dell’Iraq. L’Appello propone pure alcuni esempi di azioni nella tradizione dei movimenti pacifisti nonviolenti degli Stati Uniti, da coordinarsi a livello mondiale.

 

 

Adesioni e comunicazioni possono essere inviate (entro il 13 gennaio 2006) a:

 

 

Padre Joe Mulligan, SJ, Managua, e.mail mull@ibw.com.ni

 

 

oppure a : Global Call to Action, Voluntown, CT, , e. mail: dm@aglobalcall.org;

 

 

Sito web: www.aglobalcall.org

 10/01/2006 - 09:24   - Continua a leggere

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scritto da linodigianni | 10:19 | commenti (2) Torna su
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sabato, gennaio 07, 2006
 

Appello del Comitato popolare di Bilin contro il muro

Nel mio villaggio di Biliin, vicino a Ramallah, viviamo una storia importante ma trascurata. Sebbene gli israeliani si siano ritirati da Gaza, stanno nello stesso tempo espandendo le loro colonie in Cisgiordania. Nella terra del nostro villaggio Israele sta costruendo un nuovo insediamento ed espandendo altri cinque. Questi insediamenti formeranno una città chiamata Modin Illit, con decine di migliaia di coloni, molti di più di quanti sono stati evacuati da Gaza. Questi insediamenti consumano la maggior parte dell'acqua della nostra area. Nella Cisgiordania continuano le colonie, la costruzione del muro, gli arresti, gli assassinii, l'occupazione.

Un anno fa la Corte Internazionale di giustizia emise un parere consultivo secondo il quale la costruzione del muro da parte di Israele nei territori palestinesi ha violato il diritto internazionale. Oggi, i palestinesi nei villaggi come il nostro stanno lottando per mettere in opera il parere della Corte e fermare la costruzione del muro usando la nonviolenza, ma il mondo ha fatto poco per sostenerci, Biliin viene strangolata dal muro israeliano. Sebbene il nostro villaggio si trovi a due miglia e mezzo ad est della linea verde, Israele si sta prendendo circa il 60% dei nostri mille acri di terra per poter annettere i sei insediamenti e costruire il muro attorno ad essi. Questa terra per noi è anche denaro, la lavoriamo. I 1600 residenti di Biliin dipendono dalla coltivazione e raccolto delle nostre olive per la nostra sopravvivenza. Il muro trasformerà Biliin in una prigione a cielo aperto come Gaza.

Dopo che la Corte israeliana ha respinto il nostro appello per impedire la costruzione del muro, noi, insieme con israeliani e persone di altri paesi del mondo, abbiamo cominciato a protestare pacificamente contro la confisca delle nostre terre. Abbiamo scelto di resistere con la nonviolenza perchè siamo gente che ama la pace, noi che siamo vittime dell'occupazione. Abbiamo aperto le nostre case agli israeliani che si sono uniti a noi. Sono diventati i nostri partners nella lotta. Insieme abbiamo mandato un messaggio forte, che possiamo coesistere in pace e sicurezza. Diamo il benvenuto a tutti coloro che vengono da noi come ospiti e che lavorano per la pace e la giustizia per entrambi i popoli, ma resisteremo contro chiunque venga da occupante.

Da febbraio abbiamo organizzato più di 90 manifestazioni pacifiche. Abbiamo imparato dall'esperienza e dai consigli dei villaggi come Budrus e Biddu, che hanno resistito in modo nonviolento al muro. I palestinesi di altre zone adesso chiamano la gente di Biliin i “Gandhi palestinesi”.

Le nostre manifestazioni hanno l'obiettivo di fermare i bulldozers che distruggono la nostra terra e di mandare un forte messaggio sull'impatto del muro. Ci siamo incatenati agli alberi di olivo che erano sradicati per il muro, per dimostrare che prendendo le vite degli alberi, portavano via la vita del villaggio. Abbiamo distribuito lettere chiedendo ai soldati di pensarci prima di sparare su di noi, spiegando che non siamo contro il popolo israeliano ma contro la costruzione del muro sulla nostra terra. Ci rifiutiamo di farci strangolare in silenzio dal muro. In una famosa breve storia palestinese, “Uomini sotto il sole” Lavoratori palestinesi soffocano all'interno di un camion. Scoprendoli, l'autista urla: “Perchè non avete bussato sulle fiancate del camion?” Noi stiamo bussando, noi stiamo gridando!

Di fronte alla nostra resistenza pacifica, i soldati israeliani attaccano le nostre proteste pacifiche con gas lacrimogeni, proiettili di acciaio ricoperti di gomma, munizioni e hanno ferito più di 400 abitanti del villaggio. Hanno invaso il villaggio di notte, entrando nelle case, spingendone fuori le famiglie e arrestando gente.

Ma un anno dopo il parere della Corte di giustizia la costruzione del muro sulla terra palestinese continua. Dietro lo schermo di fumo del ritiro da Gaza, la vera storia è il tentativo di Israele di prendere il controllo della Ciosgiordania costruendo il muro illegale e le colonie che minacciano di distruggere decine di villaggi come Biliin ed ogni speranza di pace. Biliin bussa, Biilin grida. Per favore resistete con noi così che possiamo ottenere la nostra libertà con mezzi pacifici, Partecipate alla Conferenza Internazionale che si terrà a Bilin il 20 e 21 febbraio 2006. Se volete partecipare scrivete a : bel3en@yahoo.com



www.petitionline.com/Bilin/petition.html

www.bilin-village.org/agir.php

scritto da poesianica | 19:50 | commenti (1) Torna su
Categoria: palestina, appelli