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Parole contro la guerra







(clikka)


Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it


Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà.

Raduno dei bloggers contro la guerra
Sermide (Mantova)
Gennaio 2004

10 Euro per Emergency, entra nell'Esercito dei Bloggers che hanno deciso concretamente di dire NO alla guerra, facendo una donazione per Emergency.
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venerdì, aprile 28, 2006
 

5 per mille

La «Finanziaria» per il 2006 introduce, a titolo sperimentale, la possibilità di destinare il 5‰ della propria imposta sul reddito ad associazioni di volontariato, Onlus, …; ricerca scientifica universitaria; ricerca sanitaria; attività sociali nel Comune di residenza

Il 5‰:
- è completamente altra cosa dal già sperimentato 8‰ destinabile a Chiese, Confessioni religiose… (la partecipazione di ogni contribuente alla attribuzione dell’8‰ resta immutata);
- non determina nessuna variazione nell’ammontare dell’imposta di ognuno (non aumenta l’imposta per chi indica una destinazione né diminuisce chi non dà indicazioni);

È possibile aiutare EMERGENCY, senza alcun costo, anche in questa forma per chi compila il modello 730 o il modello Unico compilando la SCHEDA PER LA DESTINAZIONE DEL 5‰:
1. immettendo i dati anagrafici e il codice fiscale;
2. firmando nel riquadro indicato come «SOSTEGNO DEL VOLONTARIATO, DELLE ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITÀ SOCIALE…» (il primo a sinistra della scheda);
3. indicando in quel riquadro il CODICE FISCALE DI EMERGENCY:

971 471 101 55

 

 

 

 

I titolari di un solo reddito da lavoro dipendente o di una pensione che non devono presentare la dichiarazione dei redditi possono consegnare la scheda (compilata come si è detto sopra) in busta chiusa a un ufficio postale, a uno sportello bancario, che le ricevono gratuitamente, o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti ecc.). Le schede sono rilasciate gratuitamente dal "sostituto d'imposta" (il datore di lavoro o l'ente erogatore della pensione).

Delle risorse che potrà ricevere in questa forma e del loro impiego, Emergency fornirà pubblico e dettagliato resoconto.

   
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
     
scritto da linodigianni | 18:33 | commenti Torna su
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QUALSIASI ATTACCO ALL'IRAN DA PARTE DELL'AMERICA, VA LETTO IN CHIAVE DELLA RIMOZIONE DELLO SCOGLIO IRANIANO ALLA CREAZIONE DEL GRANDE ISRAELE DI CUI OGGI L'AMERICA RAPPRESENTA IL BRACCIO ARMATO.

NON ESISTE NESSUNA MINACCIA NUCLEARE IRANIANA PERCHE' L'IRAN NON HA NESSUNA ARMA ATOMICA E NON HA INTENZIONE DI COSTRUIRLA PERCHE' NON SERVE A NIENTE MENTRE LA MINACCIA ATOMICA DELL'AMEIRCA E DELL'ISRAELE E' REALE.

UNICA "MINACCIA!" CHE COSTITUISCE L'IRAN E' QUELLA DI OSTACOLARE L'ESTENZIONE TOTALE DELLA EGEMONIA SIONISTA SULLA VITA DEI MUSULMANI E L'USURPAZIONE TOTALE DELLE TERRE ISLAMICHE DA PARTE DELL'ISRAELE E QUINDI DI DIFENDERE IL PIU' ELEMENTARE DEI DIRITTI DELLA STORIA UMANA: IL DIFENDERSI DALLA INGIUSTIZIA IMPOSTA.

NON CE' ALCUN DUBBIO, MALGRADO LA PROPAGANDA ANTI ISLAMICA DA PARTE DEI MASS MEDIA CONTROLLATI DAL SIONIMSO, CHE L'INGIUSTO ORA E' IL SIONISMO MENTRE IL GIUSTO E' L'ISLAM.

DA QUESTO PROBABILE SCONTRO USCIRA' IL MONDO DEL FUTURO, CHI STA PER IL SIONISMO E' DALLA PARTE DELL'INGIUSTIZIA MENTRE CHI DIFENDE I DIRITTI DEI POPOLI, QUINDI ANCHE QUELLI DEI MUSULMANI, STA DALLA PARTE DELLA GIUSTIZIA.   

scritto da rezarez | 10:52 | commenti (1) Torna su
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giovedì, aprile 13, 2006
 
Bozza di lettera a Solana perchè cambi la scelta europea di tagliare i fondi ai palestinesi



Egregio dott. Solana,

notiamo con grande preoccupazione e sgomento la proposta di tagliare gli aiuti dell'Unione Europea alla popolazione palestinese: questo equivale ad infliggere una punizione collettiva a circa 3.500.000 abitanti. Costringere la popolazione alla fame non è uno strumento accettabile della diplomazia internazionale – ma è esattamente ciò a cui porta questa politica.

Il posto di blocco di Karni è stato chiuso alle merci, lasciando la popolazione di Gaza senza gli alimenti di base; intanto, la marina israeliana, vietando ai pescatori di Gaza di accedere alle zone pescose, impedisce loro la pesca in aree definite come palestinesi dagli accordi internazionali. I ripetuti bombardamenti effettuati dall'esercito israeliano sulla Striscia di Gaza, hanno ucciso anche bambini: il più piccolo aveva cinque anni.

In aggiunta, una banca israeliana, la Bank Hapoalim, ha ora bloccato il trasferimento di denaro ai territori palestinesi. Se altre la seguono, non ci potrà in alcun modo trasferire fondi dall'estero ad organizzazioni, o persino ai famigliari: tutto il denaro deve passare tramite le corrispondenti banche israeliane.

Queste sono misure messe in atto contro una popolazione in cui molti sono già costretti a vivere di carità dall'estero a causa dell'occupazione israeliana. Si affama e si umilia un popolo, che perde ciò che è suo ed è rinchiuso in ghetti costruiti dallo stato di Israele, con il Muro e le colonie. Queste misure sono illegali. Inoltre, azioni punitive come quelle ora proposte contro i palestinesi non sono mai state prese in considerazione nei confronti di Israele. Ogni appello a disinvestire e a boicottare – o persino per un'adesione alle stesse regole dell'accordo di associazione commerciale della UE – sono state respinte come 'non costruttive'. Dobbiamo quindi domandarci come possa essere costruttiva questa decisione di tagliare gli aiuti.

 L'Unione Europea, tra gli altri, non può richiedere elezioni democratiche e poi procedere a punire la popolazione perchè non ne apprezza il risultato. Hamas non solo non ha messo in atto alcuna azione contro Israele da quando ha vinto le elezioni: non ne ha messo in atto alcuna da oltre un anno.

Questa politica rischia di portare alla catastrofe, in primis e soprattutto i palestinesi, ma anche ad un aumento della violenza contro gli israeliani. Un popolo – non un governo – frustrato e umiliato come quello palestinese reagirà con ira. È possibile che l'Unione Europea non vi ponga mente?

Come ebrei e come cittadini europei, verso i quali la UE è in ultima analisi responsabile, riteniamo indispensabile che si ripensi a questa decisione, onde prevenire ulteriori violenze. Questa politica può solo aggravare la tragedia per i due popoli che vivono in Israele e nei Territori Occupati.


                            Cordialmente,


                               

scritto da poesianica | 16:21 | commenti (1) Torna su
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domenica, aprile 09, 2006
 
Siamo ciechi

ROSSANA ROSSANDA

La decisione della Ue di sospendere ogni aiuto finanziario alla Palestina è cieca se non provocatoria. Vogliamo sperare che sia soltanto cieca, perché nel secondo caso vorrebbe dire che quel tanto che esiste di Europa è in mano a dirigenti...
scritto da linodigianni | 09:06 | commenti Torna su
Categoria: palestina