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Parole contro la guerra







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Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà.

Raduno dei bloggers contro la guerra
Sermide (Mantova)
Gennaio 2004

10 Euro per Emergency, entra nell'Esercito dei Bloggers che hanno deciso concretamente di dire NO alla guerra, facendo una donazione per Emergency.
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mercoledì, ottobre 25, 2006
 
Germania/ Militari tedeschi in Afghanistan giocano con un teschio ed è subito scandalo
Mercoledí 25.10.2006 12:01
 
 
 
 
In Germania è scandalo. A suscitare scalpore e indignazione nell'intero Paese sono le cinque fotogarfie pubblicate oggi da Bild che ritraggono alcuni militari tedeschi mentre giocherellano con un teschio.  In una si vede un soldato in posa davanti la macchina, col teschio in alto nella mano destra. In altre due il teschio è posto su un panzer e su una jeep, su cui è possibile riconoscere la bandiera tedesca e la scritta Isaf sulla fiancata (dal nome della missione in Afghanistan). In un'altra ancora un militare infilza il teschio in uno speciale dispositivo per tranciare funi di acciaio. Nella quinta si vede un soldato mentre avvicina il teschio al proprio pene, fuori dalla tuta mimetica. Le foto sarebbero state scattate nella primavera del 2003 e proverrebbero da un giro di pattugliamento nei pressi di Kabul, a cui avrebbero preso parte due sergenti maggiore e due soldati, posti sotto il comando di un maresciallo. Del teschio invece si sa poco o nulla. Stando a quanto scrive la Bild potrebbe provenire da una fossa comune.

 

 


"E' chiaro e inequivocabile - ha detto al quotidiano il ministro della Difesa Franz Josef Jung - che un comportamento del genere da parte di soldati tedeschi non può essere assolutamente tollerato.  Le foto suscitano ripugnanza e assoluta incomprensione". Se le accuse venissero confermate "verranno tirate le necessarie conseguenze disciplinari ed eventualmente anche penali". La notizia giunge proprio nel giorno in cui il governo tedesco discute il prolungamento della partecipazione tedesca alla missione "Enduring Freedom" in Afghanistan. Ma non solo. secondo un documento rivelato da Financial Times, il governo intende avviare sempre oggi una strutturale riforma della Bundeswehr, le forze armate, per trasformarla in una forza di intervento internazionale: una rivoluzione che cambia l'immagine della Germania e la sua politica estera.

fonte
scritto da alp | 15:42 | commenti Torna su
Categoria: guerrenelmondo



domenica, ottobre 22, 2006
 
US 'arrogant and stupid' in Iraq
US marines in Iraq (file image)
Mr Fernandez said failure in Iraq would be a regional disaster
A senior US state department official has said that the US has shown "arrogance and stupidity" in Iraq.

Alberto Fernandez told al-Jazeera TV the US was now willing to talk to any insurgent group apart from al-Qaeda in Iraq, to reduce sectarian bloodshed.

His remarks came after President George W Bush discussed changing tactics with top military commanders.

A report that officials are drawing up a timetable for Iraq's government to improve security has been denied.

The New York Times reported that the Bush administration was preparing a timetable for the government to meet objectives - including disarming sectarian militias - that would stabilise the country and allow US troops to take a reduced role.

I think there is great room for strong criticism, because without doubt, there was arrogance and stupidity by the United States in Iraq
Alberto Fernandez

The plan is "to get the Iraqis to step up to the plate", the newspaper cited a senior administration official as saying. "We can't be there for ever," the official added.

But White House spokeswoman Nicole Guillemard denied the report. "The story is not accurate, but we are constantly developing new tactics to achieve our goal," she said.

Meanwhile, British Foreign Office Minister Kim Howells, in an interview with the BBC, has suggested that the Iraqi security forces could take over much of the work of US-led forces within a year.

'Regional disaster'

Mr Fernandez, an Arabic speaker who is director of public diplomacy in the state department's Bureau of Near Eastern Affairs, told Qatar-based al-Jazeera that the world was "witnessing failure in Iraq".

"That's not the failure of the United States alone, but it is a disaster for the region," he said.

"I think there is great room for strong criticism, because without doubt, there was arrogance and stupidity by the United States in Iraq."

On talks with insurgent groups, he said: "We are open to dialogue because we all know that, at the end of the day, the solution to the hell and the killings in Iraq is linked to an effective Iraqi national reconciliation."

'Goal is victory'

Mr Fernando's comments came after Mr Bush said in his weekly radio address that US troops were changing tactics to deal with the insurgency.

President Bush speaks with Vice-President Dick Cheney, on screen, and military commanders
Mr Bush held talks on the violence with his military commanders

"Our goal in Iraq is clear and unchanging," he said. "Our goal is victory. What is changing are the tactics we use to achieve that goal."

He later held a teleconference call with senior military commanders, as violence continued in Iraq.

Saturday saw 17 people killed in a mortar attack on a market near the capital, Baghdad, while three US marines killed in Anbar province, bringing the total number of US troops killed in Iraq in October to 78.

The BBC's James Westhead in Washington says that while there is no official change in US strategy, change is on everyone's lips.

A new poll weeks before key Congressional elections shows two-thirds of Americans believe the US is losing the war in Iraq.



 

fonte

scritto da linodigianni | 10:10 | commenti (1) Torna su
Categoria: usa , guerrenelmondo, iraq giornali

 

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scritto da linodigianni | 09:19 | commenti Torna su
Categoria: appelli



giovedì, ottobre 19, 2006
 

sabato 28 ottobre 2006
giornata nazionale di

Emergency

Il 28 ottobre EMERGENCY ti aspetta in piazza.
Segnalo sul calendario!

EMERGENCY sarà presente con migliaia di volontari in oltre 200 piazze italiane per far conoscere i 12 anni di attività dell’associazione e dire insieme "no alla guerra".

Presso tutti i nostri banchetti, con una piccola donazione, potrai ricevere il nuovo calendario 2007 realizzato con i disegni originali di 12 illustratori italiani.

I fondi raccolti andranno a sostegno del Centro chirurgico per vittime di guerra “Tiziano Terzani” di Lashkar-gah, in Afganistan.

 
Milano, 18 ottobre 2006

 Nel novembre del 2002 quattro carabinieri del Ros si recarono a Guantanamo per interrogare sei presunti terroristi, detenuti nella prigione, senza una preventiva autorizzazione dell'autorita' giudiziaria. A rivelarlo e' un maresciallo del Ros di Torino che ha deposto, come testimone al processo, davanti ai giudici della prima corte di assise di Milano, a carico di tre algerini, tra i quali l'ex imam di Varese Abdel Majid  Zergout, accusati di associazione eversiva finalizzata al terrorismo internazionale.
 
"Andammo in quattro a Guantanamo -racconta il maresciallo dell'Arma - tutti del Ros, a interrogare detenuti del campo, nel novembre del 2002, su mandato del Comando generale nella persona del generale Giampaolo Ganzer. Non riferimmo - continua il testimone - alla autorita' giudiziaria nulla sulle nostre attivita' perche' nessuna delle persone che sentimmo rispose alle domande. A Guantanamo venimmo a sapere che eravamo gli ultimi italiani a recarsi in missione per svolgere attivita' investigativa".

 Gli interrogatori ai quali quattro uomini del Ros sottoposero sei detenuti a Guantanamo, nel novembre del 2002, "erano colloqui informali su cui abbiamo preso appunti e redatto dei report; lo scopo era capire se ci fosse un rischio di attentati in Italia", spiega il maresciallo del Ros di Torino. "Nulla di quegli interrogatori - precisa il maresciallo - fu riversato nel processo attuale".
  
Tra le persone interrogate a Guantanamo, secondo la ricostruzione del testimone, c'erano un magrebino e un 18enne marocchino che, di li' a pochi mesi, sarebbe stato rispedito nel paese d'origine. "Di questi detenuti - racconta il maresciallo - uno solo ha parlato sulle sue 'conoscenze' bolognesi". Il testimone riferisce poi "di aver avvertito, in seguito, di quanto successo a Guantanamo, due Pm della Procura di Torino il dottor Tatangelo e il dottor Ausiello che pero', a detta del teste, "hanno fatto finta di non sapere".
 
Al legale Luca Bauccio che, durante il controesame, gli domanda "se i detenuti avessero risposto, a chi avevate ordine di riferire?", il maresciallo del Ros replica: "Avremmo chiesto ai magistrati di acquisire la documentazione". Ma "non abbiamo detto nulla ne' sul merito, ne' sull'attivita', perche' i detenuti interrogati non hanno risposto - aggiunge a differenza di quanto affermato precedentemente, e cioe' che uno degli interrogati aveva risposto - Facemmo richiesta formale all'Autorita' americana di acquisire i verbali degli
interrogatori che altri investigatori della Polizia italiana avevano effettuato prima di noi. L'Autorita' americana ci rispose che questi interrogatori erano secretati e non ce li mise a disposizione".

http://www.rai.it/
scritto da alp | 06:11 | commenti Torna su
Categoria: torture, costituzione