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Parole contro la guerra







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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it


Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà.

Raduno dei bloggers contro la guerra
Sermide (Mantova)
Gennaio 2004

10 Euro per Emergency, entra nell'Esercito dei Bloggers che hanno deciso concretamente di dire NO alla guerra, facendo una donazione per Emergency.
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sabato, gennaio 27, 2007
 
l Dipartimento della Difesa USA ha presentato finalmente ai media l'arma
non-letale del futuro: il phaser di cui si parla da anni potrebbe
entrare a far parte dell'equipaggiamento dei militari nel 2010

Moody Air Force Base (USA) - Un catafalco eretto sopra un massiccio
Humvee sostiene un'antenna che punta minacciosa verso una folla che
brulica, si spintona. Basta un attimo, e la calca si disperde repentina
come in un battito d'ali.

Già. L'Humvee ha indirizzato verso la folla di volontari, inferocita per
contratto, un raggio di calore generato dall'Active Denial System (ADS),
una sorta di phaser di trekkiana memoria, capace di colpire il target
inquadrato da una telecamera a infrarossi anche a cinquecento metri di
distanza. È questa la prima dimostrazione offerta ai media di una
tecnologia di cui si discute da anni, sviluppata dal Joint Non-Lethal
Weapon Program del Pentagono, una tecnologia che funge da arma non letale.

Una sensazione di calore improvvisa, dolorosa e terrorizzante come se i
vestiti, anche i più pesanti, cominciassero ad incendiarsi. Un intenso
calore però che non lascia alcun segno: il raggio elettromagnetico ad
una frequenza di 95 GHz penetra solamente attraverso gli strati più
superficiali dell'epidermide, per meno di mezzo millimetro. Quanto basta
a colpire le terminazioni nervose facendo percepire la sensazione del
contatto con un corpo a temperatura di cinquanta gradi. Nessuna
conseguenza, assicurano i militari, se non il deflusso di una folla
spaventata.

"È una tecnologia rivoluzionaria", ha dichiarato Theodore Barna, del
Dipartimento della Difesa USA: "Ci aspettiamo che possa aggiungersi agli
equipaggiamenti dei militari, entro il 2010". Sarà utile per disperdere
le folle nelle manifestazioni che volgono alla violenza, oppure presso i
checkpoint in zone a rischio guerriglia, servirà a confinare delle aree
delimitandole con fasci di raggi, ma potrà costituire una risorsa
preziosa anche in situazioni di guerra, in Iraq o in Afghanistan,
prevedono le autorità militari.

L'arma è stata testata su oltre diecimila volontari nel giro di dodici
anni, e durante gli ultimi cinque anni non si sono riscontrati danni o
lesioni degni di attenzione. Le preoccupazioni, riguardo alle quali
l'osservatorio The Sunshine Project si interrogava già nel 2005,
sembrano essere state fugate almeno per quanto riguarda le possibili
conseguenze per gli occhi: si è verificato, mediante test su animali,
che i riflessi inducono a distogliere lo sguardo prima che
l'irraggiamento possa provocare danni. Wired News, fra gli altri, lo
scorso anno avanzava il dubbio che l'arma potesse favorire l'insorgere
di cancro, ma non si hanno conferme in merito agli effetti a lungo
termine dell'esposizione ai raggi.

Un altro ordine di preoccupazioni è rappresentato dai potenziali modi di
armeggiare con l'ADS. Se infatti l'Active Denial System è considerato,
almeno nell'immediatezza, non letale, un uso improprio potrebbe
trasformarlo in un'arma offensiva a tutti gli effetti, tutt'altro che
umana. In spazi angusti in cui la fuga è poco praticabile, o nel caso in
cui fosse utilizzato a distanze ravvicinate, puntato contro persone
impossibilitate a muoversi, l'ADS potrebbe rivelarsi fatale per il target.

Il Pentagono ha investito sessanta milioni di dollari per la
progettazione avanzata del dispositivo. La tecnologia è stata sviluppata
in collaborazione con Raytheon, che con il suo Silent Guardian, un ADS
su scala ridotta, spera di poter accogliere una domanda che, in una
società dominata dal rischio, sembra farsi sempre più pressante.

Gaia Bottà

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1863641&r=PI
scritto da linodigianni | 19:38 | commenti (2) Torna su
Categoria: usa , armi



lunedì, gennaio 22, 2007
 
"C'è bisogno di un'insurrezione non violenta. Anche a costo di andare in
galera". Così interviene padre Alex Zanotelli parlando dell'attuale
momento in un'intervista a cura di Cinzia Gubbini da Nairobi pubblicata
su "il manifesto" del 19/1/7
. Con insurrezione del pacifismo "voglio
dire che è arrivata l'ora di reagire, i cittadini devono trovare nuove
forme di mobilitazione, nuova visibilità. La verità è che, ormai, la
politica non ci sta più a sentire, vanno avanti dritti come treni, in
barba a tutto ciò che possiamo dire o pensare". Domanda: E cosa
bisognerebbe fare? "Occorre riflettere tutti insieme. E' già qualche
tempo che lo sto dicendo a Napoli: bisogna riunirsi e immaginare azioni
intelligenti, eclatanti e non violente. Qualcosa che fai una volta e poi
non ripeti più. E porsi nello spirito di dire: magari vado in galera, va
bene, lo accetto. Pur di riuscire a sbloccare questa situazione. Perché
davvero non se ne può più". Dopo aver parlato del significato del
trasferimento del supremo comando Nato da Londra a Napoli e del raddoppio della
base di Vicenza, Zanotelli - in merito alla questione urbanistica... -
continua: "Prodi si deve vergognare. E con lui tutto il governo: la
Finanziaria prevede quattro miliardi per le spese militari, ma come si
fa...". Domanda: Deluso, padre Zanotelli? "Deluso, sì. Mi aspettavo
qualcosa di diverso. Purtroppo non è questione di centrodestra o di
centrosinistra. E' che siamo nel cuore dell'impero, e il militarismo ne
è parte integrante. Se vuoi alzare il prodotto interno lordo, non è che
ci sia molto da fare. Bisogna rispettare certe regole per far parte di
coloro che si spartiscono la torta. Ecco spiegato il rifinanziamento
della missione in Afghanistan". "...La mobilitazione della società
civile è fondamentale. Come dimostra anche Vicenza...Ora bisogna trovare
solo il modo di farsi sentire di più".
scritto da linodigianni | 18:41 | commenti Torna su
Categoria: politica, news, pacifismo