Tuttinpiazza!
Il 28 ottobre EMERGENCY ti aspetta in piazza.
I volontari saranno presenti in oltre 200 piazze italiane per presentarti i progetti dell’associazione e per illustrarti in particolare l’attività del Centro «Salam».
Sui banchetti sarà inoltre disponibile il nuovo calendario 2008 di Emergency – SCENARI DI PACE.













Le nostre ragioni contro la guerra senza se e senza ma non sono mutate.
Fin dalla prima grande manifestazione del novembre 2001, quando in 150.000 siamo
scesi in piazza contro l'attacco all'Afghanistan, non abbiamo fatto altro che
chiedere il ritiro di tutte le truppe da tutti i teatri di guerra.
In un momento in cui l'attacco alla Costituzione si traduce in un tentativo di
stravolgerne i principi fondamentali siamo mobilitati per la difesa della Carta
nata dalla Resistenza e dei suoi valori e per un conseguente NO al referendum.
Ma per noi la difesa della Costituzione repubblicana si traduce anche e
soprattutto nella difesa dell'articolo 11, vale a dire nel ripudio della guerra
come strumento di soluzione dei conflitti internazionali. A più voci in questi
anni abbiamo avanzato proposte per l'elaborazione di politiche tese ad
affrontare in maniera pacifica e senza l'uso delle armi i conflitti
internazionali e abbiamo chiesto che tali proposte rientrassero nell'agenda di
politica estera del governo italiano.
Nel contesto delle campagne di questi anni contro la guerra abbiamo più volte
richiesto la demilitarizzazione dei territori italiani, la denuncia degli
accordi internazionali, che consentono a terzi l'utilizzo del territorio
nazionale per depositi e sistemi di puntamento di armi nucleari. Allo stesso
modo ci siamo battuti perché l'Italia non aderisse alla nuova missione di
enforcement e di istituzione di una forza di intervento rapida globale, che di
fatto ha assunto la NATO. In contrapposizione alle soluzioni militari e
violente, portate avanti dal governo italiano, abbiamo sviluppato ponti di pace
e di dialogo con i popoli delle aree in conflitto.
Ad aprile molti di noi hanno deciso di votare per le forze politiche, che
sostengono l'attuale governo, nella speranza di un'inversione radicale della
politica estera del Paese in direzione di una politica internazionale di pace e
di solidarietà e per l'uscita dell'esercito italiano da tutte le operazioni di
guerra dov'esso è attualmente impegnato.
Il 30 giugno scade il finanziamento alle missioni di intervento internazionale.
In questa occasione vi chiediamo di rispettare il mandato che vi abbiamo dato,
mandato che è scritto nelle lotte di questi anni del popolo della pace, mandato
che non può essere oggetto di contrattazioni, di capriole retoriche o di
mediazioni politiche: in nessuna maniera la pace può essere soggetta alla
politica dei due tempi!
VOTATE CONTRO IL RIFINANZIAMENTO DI TUTTE LE MISSIONI MILITARI E DI TUTTE
QUELLE, CHE SOTTO LE DENOMINAZIONI DI PEACE-KEAPING O PEACE-ENFORCING SONO
COSTITUITE DA UOMINI E DONNE IN ARMI E/O FANNO PARTE LOGISTICAMENTE DI MISSIONI
MILITARI ARMATE DI ALTRI PAESI "ALLEATI".
Riteniamo che solo sulla base di una tale decisione sia possibile aprire nel
parlamento un ampio dibattito - già ampiamente aperto nella società civile di
cui facciamo parte e in cui siamo impegnate/i - per la revisione della politica
estera del nostro Paese, contro la guerra, in direzione della costruzione di
rapporti internazionali di pace basati sulla solidarietà, sulla giustizia e sul
riequilibrio economico fra nord e sud del pianeta.
I PACIFISTI GENOVESI