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Parole contro la guerra







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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it


Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà.

Raduno dei bloggers contro la guerra
Sermide (Mantova)
Gennaio 2004

10 Euro per Emergency, entra nell'Esercito dei Bloggers che hanno deciso concretamente di dire NO alla guerra, facendo una donazione per Emergency.
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giovedì, settembre 28, 2006
 
 Le operazioni bancarie di Israele
 
Marco Boccitto [Il manifesto 22 settembre]
 
 
 Singolare raccolta fondi quella lanciata dall'esercito israeliano in varie città della West Bank. In particolare è stata assaltata, ripulita e semidistrutta una filiale della National Jordanian Bank a Nablus, insieme a 14 uffici di cambio tra Jenin, Tulkarem e Ramallah. Il bottino finale dichiarato dai militari è di 5 milioni di shekel (un milione e 200 mila dollari circa) e 170 mila dinari giordani (240 mila dollari), oltre a tre arresti. Le autorità palestinesi denunciano anche il «prelievo» di documenti e computer. Non è stata emessa ricevuta, ma l'operazione è andata comunque a buon fine. Solo che a Nablus sarebbe stato usato troppo esplosivo. Da qui le simpatiche scuse alla direzione della banca, per i danni al mobilio. Analogamente al 2004, quando un'azione simile aveva fruttato 9 milioni di dollari, provocando tumulti di piazza e la reazione della Giordania che si sentiva personalmente alleggerita, l'esercito ieri spiegava come quei soldi, provenienti da Siria e Iran, fossero destinati a Hamas, Jihad e Hezbollah. Fatte le dovute proporzioni, sarebbe come se la magistratura italiana contrastasse gli inghippi bancari nelle banche svizzere a cannonate e con le teste di cuoio dei Ros. L'immagine di una filiale stuprata dai corpi speciali, piuttosto che la sovranità violata di uno stato, in quel caso provocherebbe ben altri sussulti di coscienza. Visto il tasso di bombe a grappolo ultimamente addebitato sul conto dei civili libanesi, verrebbe quasi da gioire per l'impiego di queste tattiche «finanziarie». Se non fosse che Gaza è alla fame e che la distruzione della sua economia è parte fondante di questa guerra. «La guerra di cui il mondo non vuole sapere», titolava martedì The Independent la sua prima pagina dedicata ai bambini palestinesi uccisi negli ultimi mesi. La notizia della «rapina in banca» si aggiunge così, come una spolverata di zucchero a velo, sulla mattanza quotidiana. Considerando che ieri i raid hanno ucciso un solo palestinese e i razzi Qassam lanciati oltre confine hanno ferito un solo israeliano. Giornata quasi celestiale, con sottofondo di risacca mediterranea e cinguettìo diffuso, perché da Bari arriva anche la storia secondo cui israeliani, libanesi e palestinesi, complice la Fiera del Levante, si coordineranno presto in materia di parchi naturali. Forse troppo.
 
 
... e noi cosa possiamo fare?
 
Possiamo dare il nostro sostegno al popolo Palestinese ponendoci un obiettivo:
50.000  dollari  [circa 40.000 Euro]
simbolicamente la stessa cifra donata dagli americani per il benessere ed il comfort dei soldati israeliani che occupano la Palestina, portarli poi a Gaza per l’acquisto di medicine  e presidi sanitari per quello che rimane delle strutture di pronto soccorso negli ospedali Palestinesi.
 
Versamenti su Carta postepay: 4023 6004 3028 4846  intestata a Rosario Citriniti.
Si può anche versare con Bonifico bancario intestato a: Cooperativa MAG4 Piemonte sul conto corrente 130107022
ABI 08833 CAB 01000 [BCC Casalgrasso Ag. Torino] Importante segnalare la causale Emergenza Palestina.
La campagna e tutti i versamenti saranno documentati su: www.lacaverna.it/emergenzapalestina (Sito del Torino Social Forum)
 
 


domenica, aprile 09, 2006
 
Siamo ciechi

ROSSANA ROSSANDA

La decisione della Ue di sospendere ogni aiuto finanziario alla Palestina è cieca se non provocatoria. Vogliamo sperare che sia soltanto cieca, perché nel secondo caso vorrebbe dire che quel tanto che esiste di Europa è in mano a dirigenti...
scritto da linodigianni | 09:06 | commenti Torna su
Categoria: palestina



mercoledì, marzo 22, 2006
 
Rachel Corrie, giovane pacifista nonviolenta americana, nata a Olympia (Washington) nel 1979, impegnata nell'associazione umanitaria International
Solidarity Movement come osservatrice per i diritti umani e in azioni di accompagnamento ed interposizione nonviolenta, il 16 marzo 2003 veniva uccisa da un bulldozer dell'esercito israeliano a Rafah, nella striscia di Gaza, mentre cercava di impedire l'abbattimento di una casa interponendo il proprio corpo. Aveva 23 anni.  Questa è una sua poesia.
 
Questo è un momento perfetto
è un momento perfetto per molte ragioni
ma soprattutto perché tu ed io
ci stiamo svegliando
dalla nostra complicità sonnambula, tonta, ciucciadito
con i maestri dell'illusione e della distruzione.
 
Grazie a loro, da cui fluiscono
queste benedizioni dolorose,
ci stiamo svegliando.
 
Le loro guerre e torture,
i loro diavoli e confini
estinzioni di specie
e malattie nuove di zecca
il loro spiare e mentire
in nome del padre, sterilizzando semi
e brevettando l'acqua, rubando i nostri sogni e
cambiando i nostri nomi,
i loro brillanti spot pubblicitari,
le loro continue prove generali
per la fine del mondo.
 
Grazie a loro, da cui trasudano questi spaventosi
insegnamenti,
ci stiamo svegliando.
E come il cielo e la terra si incontrano,
come il sogno e la veglia si mescolano,
come il paradiso e gli inferi si intersecano,
notiamo il fatto esilarante e scioccante
che tocca a noi decidere
-tocca a noi decidere, a me e a te come
costruire un mondo nuovo di zecca.
 
Non in qualche lontano futuro o luogo distante
ma proprio qui ed ora
 
Così sono radicalmente curiosa, compagni miei
creatori;
sul serio in delirio:
visto che tocca a noi
costruire un Mondo Nuovo di zecca,
da dove cominciamo?
Quali domande ci alimenteranno?
 
Eccotene una:
nel Mondo Nuovo
saprai con tutto te stesso
che la vita è pazzamente innamorata di te
la vita è selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te.
 
Nel Nuovo Mondo
saprai al di là di ogni dubbio che migliaia di alleati nascosti
stanno dandosi da fare per farti diventare
quella bellissima curiosa creatura
cui sei destinato per nascita.
 
Ma poi arriva la domanda fatale:
l'amore con cui la vita eternamente ti inonda
non è stato corrisposto al suo meglio,
ma c'è ancora modo per mostrarsi più espansivi,
se la vita è selvaggiamente
e innocentemente innamorata di te,
sei pronto a cominciare ad amare la vita così
come essa ti ama?
 
Nel Nuovo Mondo, lo farai.
 
Rachel Corrie
scritto da llewal | 20:00 | commenti (1) Torna su
Categoria: palestina, guerrenelmondo, pacifismo



sabato, gennaio 07, 2006
 

Appello del Comitato popolare di Bilin contro il muro

Nel mio villaggio di Biliin, vicino a Ramallah, viviamo una storia importante ma trascurata. Sebbene gli israeliani si siano ritirati da Gaza, stanno nello stesso tempo espandendo le loro colonie in Cisgiordania. Nella terra del nostro villaggio Israele sta costruendo un nuovo insediamento ed espandendo altri cinque. Questi insediamenti formeranno una città chiamata Modin Illit, con decine di migliaia di coloni, molti di più di quanti sono stati evacuati da Gaza. Questi insediamenti consumano la maggior parte dell'acqua della nostra area. Nella Cisgiordania continuano le colonie, la costruzione del muro, gli arresti, gli assassinii, l'occupazione.

Un anno fa la Corte Internazionale di giustizia emise un parere consultivo secondo il quale la costruzione del muro da parte di Israele nei territori palestinesi ha violato il diritto internazionale. Oggi, i palestinesi nei villaggi come il nostro stanno lottando per mettere in opera il parere della Corte e fermare la costruzione del muro usando la nonviolenza, ma il mondo ha fatto poco per sostenerci, Biliin viene strangolata dal muro israeliano. Sebbene il nostro villaggio si trovi a due miglia e mezzo ad est della linea verde, Israele si sta prendendo circa il 60% dei nostri mille acri di terra per poter annettere i sei insediamenti e costruire il muro attorno ad essi. Questa terra per noi è anche denaro, la lavoriamo. I 1600 residenti di Biliin dipendono dalla coltivazione e raccolto delle nostre olive per la nostra sopravvivenza. Il muro trasformerà Biliin in una prigione a cielo aperto come Gaza.

Dopo che la Corte israeliana ha respinto il nostro appello per impedire la costruzione del muro, noi, insieme con israeliani e persone di altri paesi del mondo, abbiamo cominciato a protestare pacificamente contro la confisca delle nostre terre. Abbiamo scelto di resistere con la nonviolenza perchè siamo gente che ama la pace, noi che siamo vittime dell'occupazione. Abbiamo aperto le nostre case agli israeliani che si sono uniti a noi. Sono diventati i nostri partners nella lotta. Insieme abbiamo mandato un messaggio forte, che possiamo coesistere in pace e sicurezza. Diamo il benvenuto a tutti coloro che vengono da noi come ospiti e che lavorano per la pace e la giustizia per entrambi i popoli, ma resisteremo contro chiunque venga da occupante.

Da febbraio abbiamo organizzato più di 90 manifestazioni pacifiche. Abbiamo imparato dall'esperienza e dai consigli dei villaggi come Budrus e Biddu, che hanno resistito in modo nonviolento al muro. I palestinesi di altre zone adesso chiamano la gente di Biliin i “Gandhi palestinesi”.

Le nostre manifestazioni hanno l'obiettivo di fermare i bulldozers che distruggono la nostra terra e di mandare un forte messaggio sull'impatto del muro. Ci siamo incatenati agli alberi di olivo che erano sradicati per il muro, per dimostrare che prendendo le vite degli alberi, portavano via la vita del villaggio. Abbiamo distribuito lettere chiedendo ai soldati di pensarci prima di sparare su di noi, spiegando che non siamo contro il popolo israeliano ma contro la costruzione del muro sulla nostra terra. Ci rifiutiamo di farci strangolare in silenzio dal muro. In una famosa breve storia palestinese, “Uomini sotto il sole” Lavoratori palestinesi soffocano all'interno di un camion. Scoprendoli, l'autista urla: “Perchè non avete bussato sulle fiancate del camion?” Noi stiamo bussando, noi stiamo gridando!

Di fronte alla nostra resistenza pacifica, i soldati israeliani attaccano le nostre proteste pacifiche con gas lacrimogeni, proiettili di acciaio ricoperti di gomma, munizioni e hanno ferito più di 400 abitanti del villaggio. Hanno invaso il villaggio di notte, entrando nelle case, spingendone fuori le famiglie e arrestando gente.

Ma un anno dopo il parere della Corte di giustizia la costruzione del muro sulla terra palestinese continua. Dietro lo schermo di fumo del ritiro da Gaza, la vera storia è il tentativo di Israele di prendere il controllo della Ciosgiordania costruendo il muro illegale e le colonie che minacciano di distruggere decine di villaggi come Biliin ed ogni speranza di pace. Biliin bussa, Biilin grida. Per favore resistete con noi così che possiamo ottenere la nostra libertà con mezzi pacifici, Partecipate alla Conferenza Internazionale che si terrà a Bilin il 20 e 21 febbraio 2006. Se volete partecipare scrivete a : bel3en@yahoo.com



www.petitionline.com/Bilin/petition.html

www.bilin-village.org/agir.php

scritto da poesianica | 19:50 | commenti (1) Torna su
Categoria: palestina, appelli